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Tik Tok ci bersaglia di contenuti che ci rendono schiavi, il suo strumento è l’algoritmo

di Federica Porcu*
Tik Tok ci bersaglia di contenuti che ci rendono schiavi, il suo strumento è l’algoritmo

I nostri profili vengono studiati

14 novembre 2023
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TikTok: chi è che non ha mai sentito pronunciare questa parola? Penso nessuno, proprio per questo ci sono 1,2 miliardi di account attivi in questo social network, un grande, enorme numero che comprende persone di tutte le fasce di età, dai bimbi ai nonni. Un’app piacevole con cui in pochi click trovi quello che fa per te, brevi videoclip di 15 secondi circa che ti intrattengono, facendoti completamente isolare dalla realtà. Ma avete mai pensato come fa TikTok ad essere così intelligente nel capire ciò che ci piace? Ebbene sì, TikTok con la stessa facilità in cui ci fa trascorrere del tempo piacevole proponendoci contenuti basati su argomenti che ricerchiamo, è capace di rovinarci con lo stesso tempo e lo stesso numero di click. Da recenti studi, siamo venuti a conoscenza del fatto che l’app oltre a creare un database con tutte le nostre informazioni, è anche capace di “fotografare” l’espressione del nostro viso durante le varie clip, e in base a questa decidere cosa proporci. A volte, tutte queste informazioni non sono usate per proporre video per rallegrarci la giornata ma, al contrario, per mostrare contenuti con temi e immagini sensibili in modo tale da trovare ciò che colpisce di più e proporlo continuamente. Lo scopo è spingere gli utenti a non staccare nemmeno un attimo lo sguardo dal telefono.

Considerate un caso il fatto che nel 2020/2021 il numero di ricoveri per tentato suicidio infantile sia aumentato notevolmente? Io non penso lo sia, sono proprio gli stessi anni della pandemia, gli anni del boom dei social, l’unica via di fuga da quella triste realtà che ha segnato sicuramente la nostra vita, anche se per certi, forse per i più vulnerabili, il tunnel che avrebbe dovuto portare svago e felicità, ha portato a porre fine alla propria vita. Non dimentichiamo di parlare dei DCA, ma prima di farlo, penso sia meglio focalizzarci un attimo sul significato di questo acronimo: bulimia, anoressia, binge eating disorder, sono tutti disturbi che consistono in disfunzioni del comportamento alimentare e/o finalizzati al controllo del peso, che danneggiano in modo significativo la salute fisica e il funzionamento psicologico. I ricoveri sono aumentati tanto da far nascere delle strutture per dare più attenzione ai pazienti più bisognosi, vista la mancata organizzazione degli ospedali. Il mostrarci continuamente diete, consigli e fisici perfetti ha portato centinaia di ragazzine a convivere col desiderio di diventare ciò che vedono, purtroppo anche tramite i modi più estremi. Proprio per questi motivi penso che ognuno di noi, dal più grande al più piccolo, debba stare attento con l’uso dei social, perché, purtroppo, anche colui che consideriamo forte può essere sconfitto dal sistema dopo che, tramite l’algoritmo, questo è venuto a conoscenzadei suoi punti forti e punti deboli. Da quel momento, sarà bersagliato continuamente da contenuti che rendono gli utenti schiavi di questo sistema.

*Federica è una studentessa del liceo scientifico Spano di Sassari
 

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