Relazioni tossiche: chiedere aiuto ai primi segnali di morbosità
Durante le prime fasi della frequentazione il compagno tende a non mostrare atteggiamenti anomali. Spesso tutto incomincia con piccole scenate di gelosia per alcuni like sui social media
Nel corso degli ultimi anni, il tema della violenza di genere è diventato uno dei più discussi. Quando si parla di violenza di genere si fa riferimento a forme di violenza, sia fisiche che psicologiche, effettuate da una figura maschile nei confronti di una donna. Tale fenomeno si verifica soprattutto all’interno di quelle che sono le mura domestiche di una relazione amorosa tutt'altro che sana. Nel momento in cui viene trattato questo argomento, molte persone si pongono le stesse domande: «Come mai le persone che subiscono abusi da parte del proprio partner non vogliono porre fine alla relazione? Non hanno notato nessun comportamento strano all’inizio della loro conoscenza?».
La verità è che, durante le prime fasi della frequentazione il compagno tende a non mostrare atteggiamenti anomali, piuttosto questi comportamenti incominciano a verificarsi con il passare dei mesi, in una maniera molto graduale. Spesso il tutto incomincia con delle piccole scenate di gelosia per alcuni like sui social media, poi si passa alle litigate per l’ultimo accesso su WhatsApp che risulta di qualche ora più tardi rispetto ai messaggi della buonanotte e, successivamente, la possessività dei partner aumenta smisuratamente e non viene più concesso alle loro fidanzate di vedere i loro amici e i loro parenti per paura di essere abbandonati. Quando ci si rende conto di essere in una vera e propria relazione tossica si prova un forte senso di stupidità nei propri confronti per non essersi accorti prima della situazione; il che porta la vittima ad avere il timore di chiedere aiuto, sia per la paura di essere giudicata, sia per paura di ciò che le avrebbe potuto fare il compagno.
Chiedere aiuto è il primo passo per potersi sentire più al sicuro e per poter cambiare la situazione, non bisogna avere paura. Parlate con gli amici, con i parenti, con i colleghi, scegliete voi con chi sfogarvi; ma ricordatevi di non permettete mai a nessuno di negarvi i vostri diritti.
*Maria Luisa è una studentessa del liceo Satta di Nuoro
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