Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita
Il Comune di Sorso ha ordinato l’immediata sospensione delle attività del locale, riaperto pochi mesi fa dopo la vendita all’asta
Sorso Irregolarità nello scarico dei reflui, inadempienze ambientali e violazioni edilizie. Sono queste le criticità che hanno portato il Comune di Sorso a ordinare l’immediata sospensione dell’attività del ristorante “Sapore di Mare”, l’ex Chicca Piperita, sulla litoranea della provinciale 81, poco prima del rettilineo di Marritza.
Il provvedimento
Il provvedimento è stato notificato alla nuova proprietà dalla polizia locale di Sorso, su disposizione degli uffici comunali. Il Suape - lo sportello unico per le attività produttive ed edilizia - avrebbe riscontrato diverse irregolarità, nonostante i sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi e i precedenti inviti a regolarizzare le situazioni contestate. Tra le criticità figurerebbero quelle relative allo scarico dei reflui e alcune difformità edilizie, compreso un abuso riguardante una veranda al piano superiore, già citato nella documentazione della vendita all’asta. Non è stata fissata una data per la riapertura, il locale potrà riprendere l’attività soltanto dopo aver ottemperato alle prescrizioni comunali.
La sospensione
La sospensione arriva dopo il recente tentativo di rilancio della struttura, rimasta chiusa per alcuni anni e venduta all’asta il 22 gennaio 2026, con una base di 141mila euro: l’ultimo prezzo al ribasso, dopo che alcune aste erano andate deserte, allungando quindi la procedura di vendita del ristorante e la sua ripartenza.
Il restyling
La nuova gestione aveva avviato un restyling, affiancando alla ristorazione anche la formula del cocktail bar.
La storia
Per oltre quarant’anni, sotto la gestione del ristoratore di Sorso Marco Caria, il locale era stato un punto di riferimento della costa, apprezzato da residenti e turisti per il pesce del golfo dell’Asinara e la cucina del territorio. Poi la crisi, le difficoltà economiche e la pandemia avevano segnato il declino dell’attività. Ora, dopo le aste e il tentativo di ripartenza, arriva un nuovo stop. Per riaprire sarà necessario risolvere le criticità contestate, a partire da quelle ambientali legate agli scarichi.
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