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La fuga di medici e infermieri penalizza le zone rurali

di Susanna Fois*
La fuga di medici e infermieri penalizza le zone rurali

Il numero chiuso nella facoltà universitaria di fatto favorisce la carenza di professionisti sanitari

14 dicembre 2023
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Negli ultimi 20 anni tra medici e infermieri sono 'fuggiti' all'estero quasi in 180 mila secondo un'elaborazione dei dati contenuti nel Database Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

La carenza di medici è un problema globale urgente e molti paesi, tra cui l’Italia, si trovano alle prese con le sfide sfaccettate che derivano da questo deficit. Vi sono molte motivazioni per le quali i medici scelgono altri Paesi dove continuare la propria vita e carriera lavoro, uno dei principali contributori alla carenza di medici in Italia è l’invecchiamento della popolazione. Con l’aumentare dell’età media dei cittadini, la domanda di servizi sanitari aumenta naturalmente. Tuttavia, l’offerta di operatori sanitari, in particolare di medici, non ha tenuto il passo con questo cambiamento demografico. Ciò ha comportato tempi di attesa più lunghi per gli appuntamenti medici e una maggiore pressione sull’infrastruttura sanitaria esistente.

Un aspetto notevole della carenza di medici in Italia è la distribuzione irregolare degli operatori sanitari. Le aree urbane tendono ad attirare più operatori sanitari a causa di migliori infrastrutture e standard di vita più elevati. Questa concentrazione garantisce la carenza nelle regioni rurali e remote, lasciando che i residenti, affrontino il peso della carenza di medici, lasciando i residenti con un accesso limitato ai servizi medici essenziali. Questo squilibrio geografico non solo compromette la qualità dell’assistenza sanitaria, ma amplia anche la disparità sanitaria tra le diverse regioni.

Il Test of Basic Medical Knowledge (TOLC MED) è un esame di ammissione standardizzato per le scuole di medicina in Italia. Se il TOLC MED, potrebbe limitare il numero di studenti che entrano nelle scuole di medicina. Questo potrebbe contribuire a una carenza di medici se non abbastanza persone superano l’esame per conseguire una laurea in medicina.Quindi questa, potrebbe anche essere dovuta a una capacità limitata nelle scuole di medicina per accogliere aspiranti studenti. Aumentare il numero di posti disponibili nelle scuole di medicina potrebbe aiutare ad affrontare questo problema.

Nel 2020, anno segnato dalla pandemia del covid 19 che data l’esigenza di medici ha ancor di più evidenziato questa carenza, i candidati che hanno sostenuto il test di ammissione sono stati in tutto 58.275, a fronte di 12.362 posti disponibili (11.259 Medicina , 1.103 a Odontoiatria), rispetto al 2019 con 11.568, un aumento del 18% rispetto ai 9800 dell'anno accademico 2018-2019.

Nel 2023 i posti erano 14.525, quindi si può notare che comunque si sta procedendo verso un aumento di posti per compensare la carenza di medici.

Inoltre Italia oltre tutto gli stipendi medi vengono percepiti come relativamente bassi rispetto ad alcuni altri paesi sviluppati. Nei Paesi mediorientali, ad esempio, vi sono stipendi che raggiungono anche i 20mila dollari al mese e benefit decisamente allettanti rispetto al nostro sistema sanitario nazionale hanno un peso nella scelta di medici, infermieri e altre figure sanitarie di considerare mete fino a oggi meno “gettonate” rispetto alle più tradizionali Europa e Usa.

Quindi, in conclusione, possiamo dire che non sappiamo esattamente cosa potrà accadere in futuro per questa problematica ma si può anche constatare che le prospettive non siano delle migliori.

*Susanna è una studentessa del liceo scientifico Spano di Sassari
 

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