Scuola luogo di cultura, se si elimina il voto
La novità introdotta nel liceo Morgagni di Roma suscita interesse. La valutazione del rendimento non è più affidata a un numero
È da ormai un po’ di mesi che sta entrando in circolo questa voce di una scuola di Roma che è la prima a non avere i voti. Questa notizia ha suscitato sia stupore e meraviglia che domande, naturalmente. Come funziona il sistema scolastico? In base a cosa si viene promossi o bocciati? I meriti a chi studia di più o di meno a chi vanno?
Il liceo in questione è il Morgagni di Roma, i docenti che insegnano in questa scuola si spiegano definendo il liceo «la scuola delle relazioni e delle responsabilità» infatti al Morgagni la valutazione avviene tramite confronti aperti in classe tra docente e studenti.
Naturalmente questa definizione del liceo senza voti non è proprio esatta, infatti, in questo liceo, la valutazione avviene, ma soltanto alla fine dell’anno.
Tramite appunto i confronti vari il docente è in grado poi di avere un’idea chiara di quello che sanno gli studenti (sempre a parer suo).
Il voto così per i ragazzi è come se non esistesse e imparano ad auto-valutarsi in base a quello che sanno e pensano di aver saputo esprimere correttamente e in base anche alla cooperazione dei propri compagni, con cui per l’appunto finiscono per confrontarsi. Si riesce poi a capire chi ha più capito di cosa si sta trattando e poi ci si può aiutare a vicenda ad andare bene in modo tale da riuscire tutti a capire e capirsi meglio.
Per quanto mi riguarda la rivoluzionaria scuola di Roma ha fatto un grande passo verso lo sviluppo per la conoscenza degli studenti, che grazie a questa nuova concezione del non essere valutati riescono ad avere un concetto meno stressante della scuola, infatti al giorno d’oggi è sempre di più questo fenomeno dello stress per la scuola dovuto, se non solamente, almeno per la maggior parte ai voti, per questo motivo gli studenti del liceo Morgagni ora riescono ad avere una concezione diversa della scuola e la vedono appunto come una struttura dove imparare e non come una struttura fatta esclusivamente per essere valutati, perché purtroppo a volte è questa la concezione che si ha della scuola. Inoltre numerosistudenti si sentono spesso molto giudicati non soltanto in ambito scolastico ma anche in ambito familiare. La scuola è nata come luogo per acculturarsi e non per essere giudicati e tale deve rimanere. La concezione che si dovrebbe avere, a parer mio, non è più quella che si ha da decenni ma ci si può sempre rinnovare e possiamo ritornare ad avere della scuola una visione diversa.
La scuola ora come ora se ci si pensa non la si vede più con gioia; quando ci si alza la mattina per fare colazione e lavarsi i denti la si vede come una costrizione quasi, non tanto per la monotonia delle lezioni e la noia di quando si sta in classe, ma per lo più in realtà perché gli studenti si trovano spesso a preferire il rimanere a casa a studiare per la verifica che ci sarà a breve per la quale ancora non si sentono pronti perdendo così ore di scuola importanti per le altre verifiche che verranno, quando invece tutto questo si potrebbe fermare semplicemente togliendo solo un numero.
*Giuseppe è uno studente del liceo classico “Convitto nazionale Canopoleno” di Sassari
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