La Nuova Sardegna

Intervista

Sassari, l'ex sindaco Nanni Campus: «Lascio 90 milioni del Pnrr, ma datevi da fare: vanno spesi bene e subito»

di Roberto Sanna
Sassari, l'ex sindaco Nanni Campus: «Lascio 90 milioni del Pnrr, ma datevi da fare: vanno spesi bene e subito»

"Il centrodestra paga l’assenza di leadership"

11 giugno 2024
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Sassari Una mattina tra passato, presente e futuro per Nanni Campus, che alla cerimonia davanti alla casa di Enrico Berlinguer, probabilmente il suo ultimo impegno istituzionale, si è trovato tra Anna Sanna, la sindaca alla quale era succeduto nel 2000, Gianfranco Ganau, che aveva preso il suo posto nel 2005, e Giuseppe Mascia, che tra qualche giorno si insedierà a Palazzo Ducale.Un incontro che si è svolto in un clima disteso e già qualche ora dopo il sindaco uscente era pronto ad analizzare i dati elettorali che hanno messo fine all’esperienza di governo del movimento civico che nel 2019 si era coagulato attorno alla sua figura: «Il 25 per cento era il dato minimo della “forchetta” che avevamo preventivato – dice –, pensavamo di attestarci fra il 25 e il 30, 31 per cento. Ci aspettavamo un dato migliore da parte del Centrodestra e di Mariano Brianda, per poter ipotizzare un ballottaggio che sarebbe stato in salita ma che comunque era il nostro obiettivo. E poi dobbiamo dare atto al Campo largo di aver scelto un buon candidato e condotto una buona campagna elettorale».

Come spiega questo 25 per cento?

«Un movimento civico può parlare solo col lavoro. Purtroppo abbiamo potuto esibire soprattutto i numeri, i grandi cantieri avviati sono pochi e molte altre opere stanno per partire. I due anni passati a combattere il covid indubbiamente hanno pesato: ci sono stati per tutte le amministrazioni, sia chiaro, a noi sono pesati di più proprio perché non ci ha consentito di far vedere alla gente il frutto del nostro lavoro».

E la crisi del centrodestra?

«I partiti hanno mostrato gravissime lacune nella leadership e nella gestione regionale. Forza Italia è ferma a Cappellacci, Fratelli d’Italia paga la distanza enorme tra quello che decide al vertice e la conoscenza della realtà dove vive, non si spiega altrimenti il fatto che tra europee e comunali, votando nello stesso momento, ci sia stata un’enorme differenza. Significa che la proposta locale non è stata accettata. Scontato anche il risultato dei sardisti. Resta il fatto che nell’isola, in questo momento, la bandiera del centrodestra sventola solo a Olbia. Con tutto il rispetto per Settimo Nizzi, è un po’ poco».

A Sassari il movimento dei suoi civici avrà un futuro stando all’opposizione?

«Sarà dura. Noi siamo esistiti e abbiamo avuto un senso lavorando per la città in questi 5 anni, nel momento in cui non può governare un movimento civico perde molta della sua forza».

Adesso lascerà la politica attiva?

«L’ho già fatto da un mese e mezzo. Però se qualcuno vorrà chiedermi un qualche parere ci sarò, a patto che sia nell’interesse della città».

Un messaggio per Giuseppe Mascia?

«Gli ho già espresso, durante la campagna elettorale, il mio consenso su come si stava comportando, è una persona valida e ha davanti 5 anni sereni per governare. Resto perplesso sul fatto che possa avere la libertà che ho avuto io nella scelta degli assessori e anche sulla libertà che gli stessi assessori potranno avere all’interno delle varie correnti. Per il resto, gli lascio tanti progetti del Pnrr ma gli consiglio di fare in fretta perché ci sono 90 milioni da spendere entro il 2026. E gli lascio anche il tesoro di un bilancio grazie al quale potrà fare tanti investimenti in personale e fondi, molto più di quanto ho potuto fare io».
 

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