i Luca Fiori Sassari Mentre il fuoco divorava l’ennesima auto e una moto nel cortile condominia...
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i Luca Fiori Sassari Mentre il fuoco divorava l’ennesima auto e una moto nel cortile condominiale lui era lì, a pochi metri. A immortalarlo all’alba di venerdì, con in mano delle taniche di benzina - pochi istanti prima che si scatenassero le fiamme - è stata una telecamera nascosta, installata da alcuni condomini esasperati, dopo settimane di paura. Le immagini mostrano Vladimiro Cabizza, 55 anni, che si muove nel cortile di largo Budapest, teatro dell’ennesimo attentato incendiario, il sesto in poco più di un mese. Un video ritenuto dagli inquirenti un elemento chiave dell’inchiesta e che due giorni fa portato alla svolta investigativa con l’arresto dell’uomo, residente in una delle palazzine affacciate sul piazzale, disposto dal sostituto procuratore Maria Paola Asara. Cabizza, agente di pratiche stradali (e non assicuratore come avevano riferito i suoi vicini di casa) è accusato di incendio doloso e atti persecutori proprio nei confronti dei condomini. La telecamera che lo ha ripreso non faceva parte del sistema ufficiale di videosorveglianza condominiale, ma era stata installata qualche giorno fa autonomamente da un residente, stanco di notti insonni, auto distrutte e finestre lambite dalle fiamme. Quelle immagini, ora al vaglio della Procura della Repubblica di Sassari, costituirebbero una delle prove più significative raccolta finora contro di lui. Davanti agli investigatori, Cabizza si è proclamato innocente, spiegando che la sua presenza nel cortile a quell’ora sarebbe stata del tutto casuale. L’uomo ha riferito di essere impegnato in un trasloco e di essersi svegliato presto per caricare dei mobili sulla propria auto proprio nei momenti in cui sono divampate le fiamme. Una versione che non avrebbe però convinto gli investigatori della sezione operativa dei carabinieri, coordinati dal capitano Antonio Onida, che hanno sequestrato del materiale interessante che inchioderebbe il 55enne. Ieri mattina l’uomo ha incontrato in carcere il suo legale, l’avvocato Antonio Moro, al quale ha ribadito la propria estraneità ai fatti. Al difensore è apparso sereno. Già dal primo interrogatorio in caserma aveva ammesso di aver avuto in passato alcune discussioni con dei condomini, ma di non aver mai avuto problemi tali da giustificare le accuse che gli vengono mosse. L’intera vicenda si inserisce in una scia di incendi che, dal 6 novembre, ha devastato il cortile di largo Budapest, distruggendo auto, moto e una scala aerea e costringendo decine di residenti a fuggire di casa nel cuore della notte. Un’escalation che ha trasformato un condominio fino a poco tempo fa tranquillo, in un luogo di paura costante. Ora la parola passa al giudice. Domani mattina è fissata l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip Gian Paolo Piana, che dovrà valutare la legittimità del provvedimento e decidere sulle misure cautelari.
