Marea gialla ad Alghero, protestano turisti e operatori

Solo domani si conoscerà l’esito delle analisi dell’Arpas sui campioni di acqua prelevati tra Maria Pia e Fertilia

ALGHERO. Bisognerà attendere sino a domani per sapere con certezza scientifica se l’acqua che bagna la spiaggia di Maria Pia è inquinata da batteri fecali oppure soltanto colorata di giallo-marrone a causa di un antiestestico (ma almeno innocuo) processo di eutrofizzazione. I campioni prelevati venerdì pomeriggio dall’Arpas tra l’ospedale marino e il piccolo porto di Fertilia devono restare in osservazione per 48 ore prima che si possa affermare senza ombra di dubbio che sono abitati da colonie di batteri. Tuttavia ieri mattina, quindi a 24 ore dal prelevamento, l’esito appariva negativo ed è per questo che i dirigenti dal Comune non hanno disposto il divieto di balneazione. «Che non ci siano colibatteri organici - dice però Luciano Deriu, di Legambiente - è smentito dall’osservazione empirica. Dieci giorni fa Goletta Verde ha effettuato delle analisi e presto ne renderà pubblici i risultati».

Comunque sia, a disertare l’intero tratto di costa ci hanno pensato direttamente gli algheresi e i turisti, che di fare tuffi in quell’acqua in qualche modo «sporca» non ne hanno voluto sapere. I titolari degli stabilimenti sono disperati e minacciano proteste clamorose. «Siamo stanchi di parlare - si sfoga Sandro Ibbadu, rappresentante provinciale del Sindacato italiano balneari - se con questo caldo in due chilometri e mezzo di spiaggia ci sono sì e no trenta persone significa che la gente ha paura di fare il bagno. Siamo intenzionati a chiedere lo stato di calamità». Gli fa eco Fabio Fois, presidente dell’Associazione balneari algheresi. «La situazione è insostenibile - dice -, quello che è accaduto venerdì, con il brown sea, il mare marrone, come ormai lo chiamano i turisti stranieri, non si era mai visto prima. Che le istituzioni, a qualsiasi livello, facciano in fretta». Il nuovo sindaco Stefanio Lubrano ieri mattina ha convocato ufficialmente per giovedì il vertice con i vari soggetti interessati (da Abbanoa al Consorzio di bonifica della Nurra, dalla Regione alla Provincia). Obiettivo: trovare subito una soluzione tampone. «Pensiamo al riutilizzo dei reflui per scopi irrigui - spiega lui stesso -, ma prima vogliamo condividere questa ipotesi con gli agricoltori della zona e avere la totale garanzia che le acque che eventualmente finiranno nei campi siano di altissima qualità».

Di sicuro non c’è tempo da perdere. Marcello Meloni, titolare dell’hotel Villa Maria Pia, racconta con amarezza di alcuni suoi ospiti di Ancona che, pur avendo prenotato sino al 3 di luglio, venerdì pomeriggio hanno fatto i bagagli perché disgustati e scioccati dal colore del mare. «Ora siamo noi stessi - ammette - a dirottare i nostri clienti verso Porto Ferro».

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