«Città lurida, intervenga la Procura»

Sporcizia ovunque, miasmi e topi: un comitato prepara l’esposto da inviare alla magistratura, al Noe e alla Asl

ALGHERO. Sacchi dell’immondezza disseminati agli angoli delle strade, cassonetti stracolmi e maleodoranti, pinete trasformate in discariche, miasmi che provengono dalla stazione di pompaggio del Mariotti e costringono gli abitanti del rione Pivarada a sigillare le finestre, topi giganteschi che circolano tra le vie più frequentate dai turisti. Per non parlare della puzza insopportabile che invade la città a tutte le ore del giorno e della notte. Non fosse per la bellezza indiscutibile del centro storico e per la vista mozzafiato su Capo Caccia, Alghero di questi tempi più che un luogo per trascorrere le vacanze sembrerebbe una cloaca a cielo aperto. Tanto che i cittadini non ne possono più e ora sono pronti, attraverso un esposto, a rivolgersi alla procura della Repubblica, alla Asl e al Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri.

Luca Pais, presidente del Comitato di quartiere di Sant’Agostino e leader di questa protesta popolare, parla senza troppi giri di parole di «emergenza igienico-sanitaria» e accusa apertamente di scarsa efficienza la società Aimeri, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nella Riviera del Corallo. «Vista la situazione di degrado con la quale dobbiamo convivere - spiega Pais - abbiamo pensato di dare maggior forza all’amministrazione comunale alzando il tiro nei confronti della società che si occupa dell’igiene urbana. Così, una volta informata l’assessore all’Ecologia Elena Riva, ho pensato che un esposto fosse il metodo migliore per cercare di porre fine a questo grave e pericoloso disservizio che la città da oltre tre anni deve sopportare».

Intanto tra poco più di un mese (precisamente il 30 settembre) scadrà il contratto d’appalto con l’Aimeri, ma è lo stesso vicesindaco Pietro Monte ad ammettere che ci sarà necessariamente una proroga almeno sino al prossimo febbraio. Il nuovo capitolato non è infatti stato predisposto, anzi a Sant’Anna ancora si discute su quale soluzione adottare tra le due prospettate da una società incaricata di studiare il problema. «Stiamo valutando se rafforzare il servizio porta a porta - dice Monte - o se puntare sul tradizionale metodo dei cassonetti. In più non escludiamo l’ipotesi che il Comune curi direttamente il servizio di igiene urbana affidandolo a una sua partecipata».

Nell’attesa, Luca Pais si rivolge agli algheresi. «Bisogna combattere la maleducazione di chi non rispetta gli orari della differenziata o non ha alcun rispetto per l’ambiente - aggiunge -, mentre all’amministrazione comunale chiedo, in vista del nuovo capitolato, di fare un gran lavoro di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e dei titolari delle attività commerciali». Poi conclude: «È ovvio che per poter presentare l’esposto occorre un gran numero di cittadini che con la loro firma potranno fare pressione sulla Procura e sugli altri enti allertati in modo che prendano dei provvedimenti risolutivi. Con la forza degli algheresi e con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste come Legambiente, WwF, Italia Nostra e Fae, ma anche con i comitati di quartiere e di borgata, le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali si potrà dare il supporto necessario alla raccolta firme e nello stesso tempo portare avanti azioni di sensibilizzazione».

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