La Nuova Sardegna

Il giallo

Il “cargo della morte” russo davanti alle coste della Sardegna – cosa sta succedendo

Il “cargo della morte” russo davanti alle coste della Sardegna – cosa sta succedendo

Una flottiglia di Mosca si muove ad est dell’isola. Indagini della Marina e dell’Aeronautica

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari Si stanno muovendo su e giù vicino vicino alle coste della Sardegna da ieri sera, martedì 3 febbraio. Il cacciatorpediniere Severomorsk, la petroliera Kama e il cargo Sparta IV, tutti appartenenti alla Marina russa si muovono seguendo una rotta anomala soprattutto davanti all’Ogliastra da molte ore. Ad anello e senza giustificazione apparente. Un’attività che non è passata inosservata alla Marina Militare e all’Aeronautica italiane che le stanno sorvegliando attentamente con una fregata e con un aereo ATR 72MP, già operativi nell’ambito dell’operazione Mediterraneo Sicuro. Ma ci sono anche aerei da pattugliamento marittimo Leonardo P72 della stessa Aeronautica e della Guardia di Finanza che si avvicendano nelle attività di controllo.

La flottiglia – che inizialmente era accompagnata anche dal sommergibile classe Kilo Krasnodar – dopo esser salita dal Canale di Sicilia, non ha proseguito come di consueto verso lo Stretto di Gibilterra, ma si è spostata verso il Mar Tirreno, dove da ieri sta navigando avanti ed indietro, poco lontano dalle coste sarde, ma mantenendosi sempre all’interno del perimetro delle acque internazionali. 

A destare maggiore sospetti è la presenza dello Sparta IV, classificato come cargo civile, ma meglio noto come “corriere della morte”, perché Mosca lo utilizzerebbe per consegnare armi in tutto il mondo. Al momento è l’unico di cui è nota la posizione e staziona all’incirca davanti Golfo di Orosei. Intorno al 10 gennaio era già stato monitorato nel Mediterraneo dalle navi della Nato mentre con la Mys Zhelaniya, un’altra nave russa, veniva scortato dal cacciatorpediniere Severomorsk. 

Non sono noti i motivi di questi movimenti, ma dati storici mostrerebbero come questa nave mercantile sia stata usata in connessione con rotte logistiche russe nel Mediterraneo e nel Mar Nero anche per il trasporto di armamenti verso altre basi estere. E infatti i suoi spostamenti sono stati attenzionati diverse volte da marine alleate lungo rotte strategiche come lo Stretto di Gibilterra e il Canale di Suez. La scelta di sostare in mare aperto senza una apparente motivazione ha così alimentato ipotesi sulla sua possibile sincronizzazione con altri assetti navali russi presenti o avvistati nella zona di recente.

La navigazione delle unità navali di Mosca, in generale molto presenti nel Mediterraneo, era stata seguita con attenzione già la settimana passata dalla Virginio Fasan, nave della Marina italiana appartenente allo Standing Maritime Group 2 della Nato che controlla il Canale di Sicilia. Finora non hanno mai superato i confini territoriali.

Primo Piano
Il giallo

Il “cargo della morte” russo davanti alle coste della Sardegna – cosa sta succedendo

Le nostre iniziative