Fondi Poic in sordina e artigiani beffati: «Persi 800mila euro»

Oggi scadono i termini, solo un’azienda avrebbe partecipato Piras: «Nessuna concertazione tra Comune e associazioni»

ALGHERO. Con l’acqua alla gola, alla ricerca di finanziamenti e sostegni in grado di dare un po’ di ossigeno alle loro iniziative artigianali o di piccola imprenditoria. Poi arriva l’occasione: 800mila euro messi a disposizione dai fondi Poic (Progetti operativi per l’imprenditorialità comunale che hanno la formula di contributi rimborsabili). Ma l’opportunità incredibilmente sfuma: «Non c’è stata alcuna concertazione tra amministrazione comunale e associazioni di categoria, non siamo stati coinvolti, nessuna comunicazione in merito. E ci ritroviamo oggi alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande con una situazione assurda, perché a quanto ci risulta una sola impresa ha partecipato. Gli altri non hanno potuto farlo semplicemente perché non ne sapevano nulla».

Mario Piras, presidente degli artigiani, esprime tutto il suo rammarico: «Sono andato personalmente in Comune ai primi di marzo proprio per avere notizie sui Poic. Con la crisi che c’è avere dai 15 ai 50mila euro a disposizione per cinque anni senza interessi sarebbe stata una grossa boccata d’ossigeno per le imprese artigiane e del commercio. In quell’occasione il commissario mi disse che era all’oscuro di tutto, i dirigenti preposti erano assenti ma mi assicurò che si sarebbe informato e ci avrebbe fatto sapere». In realtà già allora il tempo era pressoché scaduto: «Il Comune avrebbe già dovuto avere un regolamento interno da inviare alla Sfirs – aggiunge Piras – sulle attività cui indirizzare questi fondi e invece non era stato ancora predisposto». A quel punto, sempre secondo il presidente dell’associazione artigiani, sarebbero state indicate dal Comune come possibili beneficiarie «attività che secondo noi non avevano bisogno di quei fondi perché non vivono una difficoltà economica. Soprattutto nel periodo estivo».

Da qui la rabbia per un’opportunità mancata che per molti avrebbe potuto rappresentare un aiuto importante per uscire dalla crisi. «Avevamo il diritto di partecipare e invece non siamo stati messi nelle condizioni di farlo. Vorremmo sapere quanti commercianti e quanti artigiani hanno fatto domanda. Che a noi risulti è uno soltanto e certamente le cose non dovevano andare in questo modo». Anche perché si tratta di una somma di denaro abbastanza cospicua.

Mario Piras ha annunciato “battaglia”: «Non appena capiremo come è andata tutta questa storia diremo pubblicamente quello che pensiamo».

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