Parcheggio selvaggio a Pineta Mugoni, sicurezza a rischio
Quasi impossibile far rispettare il divieto di transito e sosta Chiesto l’intervento di Ente Foreste e Polizia municipale
ALGHERO. Una striscia di sabbia assediata alla spalle da una pineta e da ampi spazi verdi. Questa è la spiaggia di Mugoni, una delle più frequentate della Riviera del Corallo, che in direzione della Stalla ospita diverse concessioni e alcuni chioschi, bar e ristoranti. A ridosso dell’arenile, una strada in terra battuta che si integra e protegge l’arenile. E che - almeno teoricamente - è interdetta a tutti i mezzi di locomozione a motore. Da anni su quel breve tratto di strada bianca insiste un’ordinanza della Provincia di Sassari e dell’Ente Foreste, ordinanza che le il Corpo forestale di vigilanza ambientale e le Polizia locale riescono a far rispettare solo a singhiozzo. Multe che non riescono a scoraggiare nessuno. «Abbiamo provato in tutti i modi a far rispettare l’ordinanza – spiegano i titolari delle concessioni e dei locali pubblici – ma è quasi impossibile. Abbiamo chiesto l’intervento del Comune di Alghero e del Parco di Porto Conte, ma finora non abbiamo ottenuto alcun risultato. Certo, capiamo che in questi giorni c’è stato molto da fare, ma ora è necessario che le autorità competenti provvedano a far i rispettare i divieti».
Diverse le criticità provocate dalle auto davanti alla spiaggia. Prima di tutto la polvere e i gas di scarico che si spargono sull’arenile o che provocano più di un disagio ai clienti dei locali pubblici. Ma soprattutto si mette a rischio l’incolumità di chi sceglie di trascorrere una giornata al mare. «La strada “intasata” impedisce l’arrivo dei mezzi di soccorso ed è già successo che l’autoambulanza si sia dovuta fermare davanti al muro di automobili – spiegano ancora gli operatori – obbligando gli operatori a portare la barella a mano. Per non parlare, poi, del rischio incendi. Eppure c’è una grande parcheggio, in grado accogliere un migliaio di auto. Avevamo anche chiesto ai proprietari del terreno di poter installare una sbarra. Erano tutti d’accordo, dal Comune al Parco, dall’Ente Foreste alla società che possiede l’area. Quest’ultima ci aveva dato il via libera, ma al momento di concretizzare il permesso per piazzare la sbarra non hanno più risposto al telefono».
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