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Alghero

Ambulante ferito, trovata pistola sospetta

di Andrea Massidda
Ambulante ferito, trovata pistola sospetta

Secondo indiscrezioni la rivoltella era nascosta nell’abitazione del giovane ricercato dai carabinieri

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ALGHERO. Quando ancora in città regna lo sconcerto per l’assurda sparatoria avvenuta in via Cagliari sabato notte ai danni di un ambulante senegalese - sopravvissuto per miracolo dopo che un proiettile gli ha attraversato la coscia da una parte all’altra sfiorando l’arteria femorale - i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale continuano, in sinergia con i colleghi della compagnia locale, le ricerche del giovane algherese fortemente sospettato di aver fatto fuoco. Di lui, pregiudicato, si sono infatti perse le tracce immediatamente dopo la scena da far west. Non solo: da quanto si è appreso sarebbero irreperibili persino gli amici che in quella serata di follia lo stavano accompagnando.

Tuttavia, anche se le indagini sono coperte dal più rigoroso riserbo e gli inquirenti non confermano (ma neanche smentiscono) la notizia, fonti attendibili riferiscono che nell’abitazione del ragazzo braccato dai militari - la casa è stata perquisita nelle prime del mattino di domenica - i militari avrebbero trovato una pistola compatibile con quella che poco prima aveva centrato in pieno la gamba del povero ambulante. Sempre secondo le indiscrezioni, la rivoltella sarebbe di un modello molto particolare, praticamente inconfondibile. Il che fa ipotizzare con ragionevolezza che il sostituto procuratore Gianni Caria, titolare dell’inchiesta, abbia già iscritto il giovane nel registro degli indagati e che sia già stata inoltrata al giudice per le indagini preliminari la richiesta di custodia cautelare. Se così fosse, la cattura del latitante potrebbe essere davvero molto vicina. Sempre che non sia lui stesso a costituirsi ai carabinieri nelle prossime ore.

Sin qui le indagini delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda invece lo stato di salute dell’uomo colpito dal proiettile - si chiama Mbaye Diop, è originario di un paesino nei pressi di Dakar, ha quarant’ anni e da circa sette vive in Italia - ci sono buone novità. Nel senso che, anche a suo dire, le condizioni della gamba migliorano di giorni in giorno, anche se oltre alla ferita brucia ancora il trattamento di gratuite umiliazioni che il branco di bulletti gli ha riservato. «Non mi sarei mai aspettato di trovarmi davanti a una pistola - racconta lui stesso, ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale civile -, e vorrei ringraziare quella ragazza che mentre io cercavo dibloccare il sangue con la mano, mi ha subito portato una sedia e un bicchiere d’acqua». Mbaye Diop, persona flemmatica e assolutamente innocua, è rimasto coinvolto nella sparatoria perché cercava di avere indietro alcuni cappellini che il suo aggressore gli aveva portato via con destrezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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