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Alghero

Un secolo di storia e produzioni eccellenti

Un secolo di storia e produzioni eccellenti

L’azienda fondata nel 1899 impiegò anche 600 persone negli allevamenti e come manodopera

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ALGHERO. La storia delle aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas inizia nel 1899 quando cominciarono i lavori di "recupero e colonizzazione", da parte della Cooperativa agricola italiana (Cai) che nacque proprio con lo scopo di bonificare e coltivare le terre italiane lasciate incolte. Furono spietrati i primi 200 ettari di terreni che divennero produttivi e che, per anni, fornirono grano, avena, orzo, granturco e fave a tutta la Sardegna.

Attualmente l'ex azienda, oltre alle terre, si compone di un'immenso patrimonio immobiliare, in larga misura fatiscente, la cui destinazione d'uso era allora diversificata in alloggi degli operai, ambulatorio medico, scuole elementari, laboratori, magazzini, caseifici, officine, perfino una chiesa.

Dopo la prima guerra mondiale a Surigheddu arrivarono i pastori dall'Albania, abilissimi nel fare il formaggio che veniva esportato in tutto il mondo, rappresentando un modello di attrazione di manodopera dall'estero. Dopo la seconda guerra l’azienda arrivò ad avere anche 600 persone impegnate tra i campi e l’allevamento di bovini e di ovini.

A metà del '900, all'epoca l'azienda agraria era guidata da Mario Patta, Surigheddu divenne un modello di eccellenza nelle produzioni del settore primario. Nel 1956 l’azienda vinse il primo premio a livello nazionale per la produttività, oltre ad altri premi e successi.

Tra il 1968 e il 1970 iniziarono i lavori per il lago artificiale collinare. Poi cominciarono problemi di natura gestionale, l'azienda venne rilevata da un patrizio trapanese, il barone de La Roche Foucault, e all'inizio degli anni Ottanta venne dichiarata fallita. Nel 1986, l'assessore all'Agricoltura dell'epoca, Gesuino Muledda, l'acquisì al Monte Pascoli e da quella data i circa 1.400 ettari di Surigheddu e Mamuntanas, diventarono patrimonio pubblico della Regione. Da allora sono state numerose le ipotesi di utilizzo, tra le quali quella di un altro assessore all'agricoltura, Antonello Paba, che propose un piano dettagliato per Mamuntanas, per orticolo, frutticolo, olio e vino, con possibilità diversificate per Surigheddu e anche il presidente Renato Soru chiese uno studio tecnico produttivo all'enologo Mario Consorte, già manager della azienda viticolo della Sella & Mosca. Ma fino a oggi e dopo quasi 30 anni, niente di concreto è stato realizzato nelle due grandi tenute agrarie. (g.o.)

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