La Nuova Sardegna

Alghero

«Chi non ha rispettato le regole è fuori»

di Gianni Olandi
«Chi non ha rispettato le regole è fuori»

Alghero, comincia il congresso fra le polemiche per il decadimento di dieci iscritti

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ALGHERO. Un congresso “zoppo” quello che comincia oggi?

«Assolutamente no e non ne capisco le ragioni. Ci sono una decina di nostri iscritti che hanno violato lo Statuto e sono incorsi nelle sanzioni che prevedono il decadimento. Ma dieci persone su 400 iscritti circa non possono rendere “zoppo” il nostro congresso».

Non potranno votare il sindaco che ha vinto le elezioni, i più votati delle amministrative, assenze pesanti.

«Siamo seri per favore, non creiamo un caso che non c'è. Ci sono le regole, chi le trasgredisce è sanzionato. Se proseguiamo con questo tipo di filosofie hanno regione quegli automobilisti che lasciano l'auto in divieto di sosta e non vogliono pagare la contravvenzione. Stiamo parlando del congresso del Partito Democratico di Alghero , non delle singole persone. Gli iscritti hanno il dovere politico e morale di partecipare al congresso del partito che hanno scelto per il loro impegno civile. Compresi quelli che si identificano nelle persone che oggi non potranno votare e che si sono iscritti al Pd non alla corte di Tizio o di Caio. Noi aspettiamo tutti a braccia aperte, per dare vita a un confronto serio, sulle cose da fare, sulla linea del partito, sulle prospettive della città».

Che tipo di congresso sarà, di rinnovamento? Di consolidamento della dirigenza uscente?

«Sarà un congresso dove persone della società civile si impegneranno, mettendoci la faccia in un momento nel quale il partito è in minoranza, per restituire dignità e speranza a quanti vogliono davvero il cambiamento».

Avete avuto pressioni esterne per trovare accomodamenti, compromessi ?

«A livelli diversi ci è stato detto di andare avanti, come prevedono le norme che regolano il partito. Sono convinto che il congresso servirà a fare chiarezza interna, come sono convinto che questa è una fase transitoria che andrà verso il recupero di situazioni che non abbiamo voluto noi».

Per quanto decaduto Mario Bruno in campagna elettorale ha avuto il supporto di dirigenti regionali e nazionali.

«Le confuse vicende delle ultime amministrative appartengono al passato, oggi noi vediamo un uomo solo al comando, che si riempie la bocca di partecipazione e di fatto decide da solo, senza un confronto interno, supportato soltanto da raffiche di annunci».

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