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Maxi-batteria a Ittiri, il no di cittadini, Regione e Comune – Cosa prevede il progetto

di Davide Pinna
Maxi-batteria a Ittiri, il no di cittadini, Regione e Comune – Cosa prevede il progetto

L’intervento privato al centro di un affollato consiglio comunale aperto

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Ittiri Una distesa di 8,5 ettari, disseminata con 224 container che funzionano come enormi batterie di accumulo, con una potenza di picco di 470,4 megawatt: per fare un paragone, la centrale a carbone di Fiume Santo arriva a 600 megawatt. Tutto questo, all’ombra dell’inconfondibile sagoma dell’antico vulcano di Monte Torru, fra nuraghi, domus de janas, pascoli e frutteti di pregio.

È il progetto Ittiri-Bess-2025 (Bess è un acronimo inglese che sta per Sistema di immagazzinamento dell’energia a batterie), presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dalla società Thiesi Solar. L’iniziativa, che tutti in paese chiamano facendo riferimento al toponimo dell’area dove sorgerà, Su Dragone, si trova nella fase di verifica della procedibilità, quella in cui tutti gli enti coinvolti vengono chiamati a dare pareri sulla base dei quali il ministero deciderà se autorizzare o respingere il progetto.

Fra i tanti pareri negativi, c’è anche quello dell’amministrazione comunale, che ieri ha convocato un consiglio comunale aperto al termine del quale, davanti a un centinaio di spettatori, è stato approvato un ordine del giorno contrario all’intervento. «È il primo consiglio comunale che convochiamo, ad appena quattro giorni dal nostro insediamento» ha sottolineato il neoeletto primo cittadino Baingio Cuccu. «Non siamo contro la transizione energetica, ma stiamo già facendo la nostra parte e non accetteremo progetti che non coinvolgono il territorio e la comunità» ha detto, condensando il contenuto dell’ordine del giorno.

Sono ben 27 i progetti di installazione di energie rinnovabili nel territorio di Ittiri o in quelli limitrofi. Alcuni, come il contestatissimo Alas (domenica mattina è in programma una manifestazione) che interessa l’area di Monte Unturzu dove è in corso il ripopolamento del grifone, sono già in fase di realizzazione dopo che il governo nazionale li ha autorizzati aggirando l’opposizione di Regione e Comune; altri, sono solo in fase progettuale. Cuccu ha sottolineato come l’impianto Bess di Su Dragone avrebbe un impatto disastroso su Monte Torru, «sarebbe una ferita insanabile in una vista che va dal Golfo dell’Asinara al Limbara, da Capo Caccia al Montiferru».

E ricordato il valore agricolo dell’area, simboleggiato dal meleto Su Dragone. Un’esperienza raccontata da Pauline Dupont che, insieme al marito Cristiano Bano, anni fa ha scelto quella zona per creare un meleto che oggi collabora con enti di ricerca e istituzioni, dove più di 4mila piante hanno permesso il recupero di specie sarde antiche e a rischio estinzione, come la mela Miali. «L’impianto sorgerebbe a 20 metri dalla nostra azienda. La nostra vita sarebbe stravolta dal rumore, l’aumento delle temperature ci impedirebbe di coltivare, per non parlare del rischio incidenti. Sarebbe la nostra fine» ha detto.

Accanto al sindaco, l’assessore regionale degli Enti locali e dell’Urbanistica Francesco Spanedda. Che nell’intervento ha ricordato le principali ragioni per cui il suo e altri assessorati hanno espresso parere negativo o chiesto integrazioni documentali. Peraltro, in buona compagnia dato che per il no si sono pronunciati anche i vigili del fuoco e l’Anas, mentre la Soprintendenza ha chiesto integrazioni. Spanedda ha difeso il ruolo della legge sulle Aree idonee nel bloccare progetti come questo, sottolineando come nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che l’ha depotenziata, sia comunque uno strumento che obbliga a procedure e verifiche molto più serrate. Una versione contestata da alcuni dei rappresentanti comitati presenti in aula. Fra gli altri, il comitato Palas in Terra, il Presidio permanente del popolo sardo e il Coordinamento Gallura contro la speculazione. Tutti d’accordo, però, sulla bocciatura di questo progetto. Ora la parola passa ai tecnici del Ministero.

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