Architettura: tanti risultati, niente soldi
A pochi giorni dall’elezione del nuovo direttore della facoltà il bilancio di tre anni di attività e le emergenze da affrontare
ALGHERO. Martedì nella Facoltà di Architettura si svolgeranno le elezioni per il nuovo direttore. L’attuale preside Arnaldo Cecchini, sino a due settimane mai avrebbe pensato di guidare la facoltà per altri tre anni. Ma da un paio di giorni quel No categorico si è smussato in un più possibilista Nì, e l’ipotesi di una ricandidatura last minute non è poi così remota. «Ho sempre pensato e resto ancora convinto che meno ci si sta nelle cariche e meglio è. Il potere meno si frequenta e meglio è per tutti».
Cosa la spinge a lasciare?
«Io insegno Urbanistica e nel mio lavoro molto tempo dovrebbe essere dedicato alla ricerca e non alla burocrazia. Invece da tre anni avviene l’esatto contrario. Sono sempre alle prese con centinaia di contratti, master, convenzioni, alta formazione, ottanta docenti da contattare, bandi, acquisti. E ancora informazioni, dati statistici: insomma le incombenze amministrative invadono ogni spazio».
Cosa la spinge a restare?
«Principalmente le pressanti richieste che ho avuto da parte dei docenti e degli studenti. E anche il fatto che finora non vedo molti successori pronti a raccogliere il testimone. Perciò mi prenderò ancora un giorno per decidere».
Quali sono le priorità da affrontare?
«La Regione nel 2008 ha escluso Alghero dal finanziamento delle sedi decentrato 2008. Quindi quel milione di euro sul quale abbiamo potuto contare, improvvisamente è svanito. Nel 2009 è stato stanziato un fondo ad hoc di 700mila euro. Poi negli anni successivi la Regione ha fatto in modo che una parte delle somme che andavano a Sassari, fossero destinate per Alghero. Si parla di 250-300 mila euro. Abbiamo stretto la cinghia, sobrietà finanziaria. Alla fine del 2013 per interessamento di Fois, Bruno e Sechi veniamo convocati in commissione regionale, assieme ai direttori delle altre sedi decentrate. Spiego le ragioni per cui Alghero è a tutti gli effetti una sede decentrata. Lo stesso Ateneo ci aveva riconosciuto formalmente questo rango. Per dimensioni e qualità, l’università più simile a noi è Olbia, che però riceveva 600 mila euro dalla Regione. I consiglieri di Nuoro e Oristano si sono opposti, e questa forzatura non è mai passata. Però il Consiglio Regionale ha approvato unanimamente un ordine del giorno unanime che impegna l’assessore per i prossimi tre anni a stanziare 300mila euro all’anno per Alghero ogni anno. Io ho fatto affidamento su questa somma, ma alla fine i soldi non li abbiamo avuti. Abbiamo percepito solo un anticipo di 50 mila euro dall’Università.
Come farete senza quei soldi?
«Abbiamo raschiato fondo del barile per avviare l’anno accademico, e per reclutare i docenti. Ma ora non abbiamo i soldi per iniziare il secondo semestre. Bloccate tutte attività culturali, niente risorse per rinnovare contratti per collaboratori. Manca il personale per attivare i servizi essenziali, come manutenzioni, informatica, supporto segreteria. Avessimo certezza dei finanziamenti si potrebbe fare molto meglio.
Che progetti avreste in mente?
«Partiamo dai dati. Per Architettura riceviamo 300 domande di iscrizione su 50 posti disponibili. Su Urbanistica i posti sono 40 e i candidati variano dagli 80 ai 120. Questo significa che la richiesta del territorio è grande, ma bisogna fare i conti con l’occupabilità dei neolaureati. Quindi io sarei per aggiungere altri 50 posti, ma a patto che si ammettano ai corsi degli studenti lavoratori non frequentanti. C’è una precisa esigenza sociale da parte di geometri, personale degli uffici tecnici e via dicendo».
Esiste un problema di aule? «Forse non dovrei dirlo, ma da questo punto di vista non ci si può lamentare. Sicuramente sono carenti i locali per i laboratori, ma gli spazi per la didattica sono adeguati».
È orgoglioso della facoltà? «Abbiamo ottenuto risultati straordinari. Siamo nella classifica Censis Repubblica, abbiamo collezionato quattro primi posti e due secondi posti. Per capirsi, i nostri competitor sono Ferrara, lo Iuav Venezia e il Politecnico di Milano. Vantiamo straordinarie relazioni e collaborazioni internazionali. Un risultato inimmaginabile, per una piccola realtà di provincia. Aver sempre pensato in grande è stata la nostra forza».
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