La Nuova Sardegna

Alghero

Tavolino selvaggio, paure e speranze dei gestori

di Pinuccio Saba
Tavolino selvaggio, paure e speranze dei gestori

C’è il timore che la normativa annunciata dal Comune sia più restrittiva Gli esercenti chiedono regole certe, uguali per tutti, che non cambino ogni anno

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. C’è attesa, ma anche fibrillazione, fra i gestori dei locali pubblici (bar, ristoranti, pizzerie, paninoteche, gelaterie) per le nuove norme che riguardano gli spazi pubblici in concessione che il Comune dovrebbe varare a breve. Attesa per conoscere quali sono le novità, fibrillazione per alcune voci incontrollate (e incontrollabili) che parlano di un regolamento decisamente più restrittivo rispetto a quello in vigore.

Un argomento delicato e spinoso, come confermano anche gli episodi dello scorsa esatte, sul quale il Comune - al momento - mantiene un discreto riserbo. Ma fra i gestori e i titolari dei locali pubblici, c’è anche un altro sentire comune: «Vorremmo la certezza del diritto – spiega Uliana Zheltov, titolare del Miques De Mirall –, vorremmo avere regole certe, eque e logiche, uguali per tutti e soprattutto che non cambino di anno in anno. Su queste strutture amovibili gli imprenditori investono migliaia di euro, somme che vanno ad aggiungersi ai “normali” costi di gestione e non è possibile cambiare gli arredi esterni ogni anno».

Per non parlare poi delle guerre di confine. Il regolamento in vigore prevede che, in caso di conflitto di interesse (due o più locali adiacenti che richiedono la concessione), debba essere concessa un’area esterna pari al 30 per cento degli spazi interni. «Una regola che non viene rispettata quasi mai», è il commento di un altro ristoratore che preferisce mantenere l’anonimato. E non manca neppure il problema dell’omogeneità delle strutture installate all’esterno dei locali. «Noi abbiamo piazzato gli ombrelloni come prevede il regolamento – aggiunge Uliana Zhetov – ma ci piacerebbe poter montare i gazebo, che ci consentirebbero anche di ampliare il periodo di apertura. E questo significa anche più posti di lavoro». «A molti di noi è stato negato il permesso – le fa eco il gestore di un altro punto di ristoro – ma poi ti fai una passeggiata in città e scopri che alcuni fortunati hanno potuto installare gazebo (bullonati a terra) e quant’altro non previsto dai regolamenti». Infine la posizione. «Non ci possono chiedere di piazzare i tavolini a venti metri dall’ingresso del locale – conclude il titolare di un locale in centro –. Confondiamo i clienti che credono di poter mangiare, che ne so..., una pizza e invece possono ordinare un gelato o un panino».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
I soccorsi

Tamponamento a catena in galleria: tre feriti e quattro mezzi coinvolti- La situazione

Le nostre iniziative