Tavolino selvaggio, paure e speranze dei gestori
C’è il timore che la normativa annunciata dal Comune sia più restrittiva Gli esercenti chiedono regole certe, uguali per tutti, che non cambino ogni anno
SASSARI. C’è attesa, ma anche fibrillazione, fra i gestori dei locali pubblici (bar, ristoranti, pizzerie, paninoteche, gelaterie) per le nuove norme che riguardano gli spazi pubblici in concessione che il Comune dovrebbe varare a breve. Attesa per conoscere quali sono le novità, fibrillazione per alcune voci incontrollate (e incontrollabili) che parlano di un regolamento decisamente più restrittivo rispetto a quello in vigore.
Un argomento delicato e spinoso, come confermano anche gli episodi dello scorsa esatte, sul quale il Comune - al momento - mantiene un discreto riserbo. Ma fra i gestori e i titolari dei locali pubblici, c’è anche un altro sentire comune: «Vorremmo la certezza del diritto – spiega Uliana Zheltov, titolare del Miques De Mirall –, vorremmo avere regole certe, eque e logiche, uguali per tutti e soprattutto che non cambino di anno in anno. Su queste strutture amovibili gli imprenditori investono migliaia di euro, somme che vanno ad aggiungersi ai “normali” costi di gestione e non è possibile cambiare gli arredi esterni ogni anno».
Per non parlare poi delle guerre di confine. Il regolamento in vigore prevede che, in caso di conflitto di interesse (due o più locali adiacenti che richiedono la concessione), debba essere concessa un’area esterna pari al 30 per cento degli spazi interni. «Una regola che non viene rispettata quasi mai», è il commento di un altro ristoratore che preferisce mantenere l’anonimato. E non manca neppure il problema dell’omogeneità delle strutture installate all’esterno dei locali. «Noi abbiamo piazzato gli ombrelloni come prevede il regolamento – aggiunge Uliana Zhetov – ma ci piacerebbe poter montare i gazebo, che ci consentirebbero anche di ampliare il periodo di apertura. E questo significa anche più posti di lavoro». «A molti di noi è stato negato il permesso – le fa eco il gestore di un altro punto di ristoro – ma poi ti fai una passeggiata in città e scopri che alcuni fortunati hanno potuto installare gazebo (bullonati a terra) e quant’altro non previsto dai regolamenti». Infine la posizione. «Non ci possono chiedere di piazzare i tavolini a venti metri dall’ingresso del locale – conclude il titolare di un locale in centro –. Confondiamo i clienti che credono di poter mangiare, che ne so..., una pizza e invece possono ordinare un gelato o un panino».
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