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Tre ettari di mandorleto, ulivi secolari e campi di grano rasi al suolo dalle fiamme. Il grido d’allarme: «Siamo in ginocchio» – VIDEO

Tre ettari di mandorleto, ulivi secolari e campi di grano rasi al suolo dalle fiamme. Il grido d’allarme: «Siamo in ginocchio» – VIDEO

Anni di sacrifici e lavoro andati in fumo, il dolore dei titolari di un’azienda agricola: «Grazie a chi ha condiviso con noi questo dolore, ci rialzeremo»

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Tuili «Oggi non abbiamo parole facili. Ieri un incendio ha attraversato la nostra terra. Ha bruciato il grano, il mandorleto che avevamo curato con le nostre mani, alberi che non ci appartengono del tutto — perché gli ulivi secolari non appartengono a nessuno, appartengono a tutti. La denuncia dell’azienda Mandorle di Sardegna racconta quei terribili momenti vissuti il 14 giugno scorso, quando le fiamme correvano inarrestabili nel territorio di Tuili mandando in fumo anni di lavoro, ma soprattutto un inestimabile patrimonio naturalistico: «Sono andati perduti circa tre ettari di mandorleto, cinquanta alberi e ulivi che avevano attraversato i secoli. E non solo i nostri: anche quelli dei vicini, anche quelli di persone che non conosciamo ma che questa mattina si sono svegliate con lo stesso peso nel petto».

Il fuoco, in poco tempo, ha bruciato un’altra fetta di terra di Sardegna con i suoi ulivi secolari, la macchia mediterranea ed ettari di terreni coltivati con amore da chi, nella terra, ha deciso di investire. La paura e il terrore vissuto da chi assiste inerme non è spiegabile. E ora, a pochi giorni dalla devastazione, i titolari dell’azienda del Medio Campidano affidano ai social un lungo commovente post: «Il fuoco ha colpito il nostro mandorleto in pianura, in località Sa Tanca, a Tuili. Il raccolto di quest'anno è andato in fumo, portando via mesi di lavoro, sacrifici e attesa». 

«Siamo stanchi – scrivevano a poche ore dal rogo – non lo diciamo per lamentarci, ma perché è la verità. Esiste una stanchezza che va oltre il corpo, che tocca qualcosa di più profondo. È quella sensazione che ti porta a chiederti se abbia ancora senso ricominciare, se valga la pena rialzarsi ancora una volta. Oggi non abbiamo risposte. Solo questo silenzio intorno a noi e l'odore del bruciato che ancora non se ne va».

«Grazie a chi ha condiviso questo dolore con noi – si legge nel post – a chi sa cosa significa vedere andare in fumo qualcosa costruito con anni di lavoro, sacrifici e speranze». 

Dopo il terrore e il dolore, il sostegno ricevuto a poche ore dal devastante rogo del 14 giugno scorso ha ridato speranza e coraggio all'azienda che a distanza di dieci giorni ringrazia coloro i quali sono stati vicini agli imprenditori di Tuili: «Abbiamo perso un raccolto e davanti a noi ci aspettano anni di lavoro per far rinascere il nostro mandorleto. Ma non perderemo la determinazione che ci ha sempre accompagnato. Continueremo a prenderci cura della nostra terra con la stessa passione di sempre, certi che, un passo alla volta, ci risolleveremo». (ilenia mura)

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