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Le famiglie rom si preparano a un altro inverno nel campo

ALGHERO. Sarà un altro inverno nel fango, al freddo e in mezzo ad agenti inquinanti per le famiglie rom del campo di Arenosu. Nonostante gli sforzi dell’amministrazione comunale, infatti, è...

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ALGHERO. Sarà un altro inverno nel fango, al freddo e in mezzo ad agenti inquinanti per le famiglie rom del campo di Arenosu. Nonostante gli sforzi dell’amministrazione comunale, infatti, è difficile trovare una soluzione alternativa alla situazione attuale. Lo ha detto lo stesso Mario Bruno a Fertilia, durante un incontro al quale ha partecipato anche l’assessore ai Servizi sociali Nina Ansini. «Continua ad essere difficile e farraginosa l’individuazione di un nuovo sito per far traslocare le famiglie – ha riferito il sindaco –. Ovunque ci rivolgiamo, nessuno vuole vicino alle proprie abitazioni o attività le famiglie Rom». È quanto è accaduto anche quando si è pensato di spostare il campo rom in un terreno nella zona industriale di San Narco. «Questa soluzione – ha detto Mario Bruno – è stata immediatamente osteggiata dai titolari delle imprese commerciali e artigianali della zona industriale». Ma il primo cittadino ha l’obbligo, imposto dalla Procura e dalla Prefettura, di sgomberare il campo sosta in quanto i valori di inquinamento sono elevatissimi. «Ho l'obbligo della legge e morale di far sgomberare il campo – ha spiegato Bruno ai cittadini di Fertilia -, ma mi rendo conto che qualsiasi decisione sarà assunta farà scontento qualcuno. È altrettando vero che la borgata di Fertilia e i suoi abitanti hanno fatto la loro parte per trent'anni, ed è venuto il momento che anche il resto della cittadinanza possa svolgere il proprio compito di accoglienza e tolleranza». L'assessore Ansini ha evidenziato come sia impossibile, per ragioni di buon senso, collocare i Rom nel terreno Laore di fronte a quello attuale. Impraticabile anche la collocazione in abitazioni comunali, visto che non ne esistono di disponibili. «Inoltre non sarebbe corretto - ha incalzato il sindaco – dare precedenza alle famiglie Rom, quando esiste una graduatoria di quattrocento unità. Il problema è che non si potrà attendere molto in quanto si rischia che l’Agenzia Laore, proprietaria del terreno attualmente occupato dal campo nomadi, possa perdere i soldi oggi disponibili per le bonifiche. Bonificare quei terreni significa tutelare la salute dei residenti». Per il sindaco e la sua giunta la situazione rappresenta una bella gatta da pelare, come lo è stata per le altre amministrazioni alla guida dalla città. Ora però la situazione sembra arrivata al capolinea: i rischi per la salute pubblica sono troppo elevati e una scelta per quanto coraggiosa dovrà essere intrapresa ed in tempi rapidi. Mario Bruno lo sa e non è escluso che possa decidere al più presto di scegliere un sito più facilmente attrezzabile. E quello della zona industriale San Marco potrebbe esserlo.

Sergio Ortu

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