La Nuova Sardegna

Alghero

Vertice dal prefetto, sgombero a gennaio

di Andrea Massidda
Vertice dal prefetto, sgombero a gennaio

Mercoledì il progetto approderà in consiglio comunale: coi fondi Ue le undici famiglie rom saranno sistemate in abitazioni

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ALGHERO. L’annosa questione del campo nomadi si avvia verso una veloce conclusione. Al punto che entro la fine di gennaio sarà eseguito lo sgombero dell’attuale insediamento dell’Arenosu. È quanto emerso giovedì mattina a Sassari nel corso di un vertice in prefettura al quale hanno partecipato, oltre al padrone di casa Salvatore Mulas, anche il sindaco Mario Bruno, l’assessore comunale ai Servizi sociali Nina Ansini, i rappresentanti dell’assessorato regionale alla Sanità e quelli della Laore, l’agenzia proprietaria dei terreni da bonificare. Restano da definire i dettagli dell’operazione, che tuttavia saranno discussi mercoledì prossimo durante un altro incontro, stavolta alla presenza delle forze dell’ordine. Nel frattempo, sempre giovedì scorso, gran parte dell’opposizione (Forza italia, Nuovo centro destra e Partito democratico) ha abbandonato il consiglio comunale per protestare contro la decisione del presidente dell’assemblea civica di non modificare l’ordine del giorno, cosa che avrebbe consentito di affrontare subito proprio la questione del campo nomadi. La discussione è infatti fissata per il 10 dicembre, cioè il giorno dopo che il progetto elaborato dalla giunta sarà stato portato all’attenzione della commissione comunale competente. Naturalmente sarà poi il consiglio comunale a doverlo approvare.

Il progetto. L’orientamento dell’amministrazione è piuttosto chiaro e peraltro in linea con le disposizioni dell’Unione europea: basta con i ghetti. Così, dopo lo sgombero, contando dal punto di vista economico sui finanziamenti comunitari e dal punto di vista sociale sull’apporto della Caritas e dell’Opera nomadi, si procederà gradatamente ad alloggiare gli undici nuclei familiari attualmente residenti nella pineta dell’Arenosu (l’ultimo censimento, risalente a quattro giorni fa, parla di 53 persone, molte delle quali minorenni), in alcune abitazioni della città. Se, come è probabile, non fosse possibile garantire nell’immediato un alloggio a tutti, il Comune provvederà ad allestire un campo sosta provvisorio in una zona ancora da definire. Oltre ai 200mila euro già disponibili, all’inizio dell’anno si potrà infatti contare su ulteriori fondi stanziati dall’Ue. Soldi - è bene sottolinearlo, anche per evitare guerre tra poveri che talvolta sconfinano nel razzismo - sempre destinati da Bruxelles all’integrazione sociale, e quindi non spendibili altrimenti. L’auspicio, dunque, è che nel giro di poco tempo tutte le famiglie rom trovino un vero e proprio alloggio e che gli accampamenti diventino un ricordo.

Emergenza sanitaria. «Non si può più fare finta di niente come avvenuto in passato - commenta il sindaco Mario Bruno -, perché il problema non è soltanto sociale, ma anche sanitario. La bonifica dell’area diventa così una priorità, e perché ciò avvenga è indispensabile procedere nel più breve tempo possibile allo sgombero del campo. Per questo ringrazio il prefetto, la Regione e i numerosi enti che in queste ore stanno lavorando per garantire la migliore soluzione nell’ambito della normativa comunitaria». Parallelamente si affronta col massimo impegno l'emergenza abitativa che ad Alghero colpisce numerose famiglie». Va infatti ricordato che la popolazione rom ancora ospite del campo nomadi a due passi da Fertilia, vive in un'area altamente inquinata, con concentrazioni di sostanze cancerogene riscontrate sul terreno che vanno ben oltre la tollerabilità consentita dalla legge. Lo dicono inequivocabilmente alcuni studi commissionati dalla Laore nel 2013, nei quali si evidenzia come nel suolo preso in esame da uno staff di ingegneri e geologi la percentuale di diossine, Pcb, stagno, piombo e zinco sia abnorme e pericolosa per la salute. Specie per quella dei bambini, che giocando all'aria aperta sono particolarmente esposti a questi elementi nocivi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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