Discarica a cielo aperto nella pineta dell’Arenosu
La Regione si era impegnata a ripulire la montagna di rifiuti lasciata dai Rom Dopo il clamore per lo sgombero dei nomadi, sulla vicenda è calato il silenzio
ALGHERO. Una nuova e indecente incompiuta si appresta a trovare pianta stabile nell'area dell'Arenosu, sulla sponda del Calich, a due passi di Fertilia, sulla strada che conduce alla Borgata e alla Baia delle Ninfe. Si parla dell’ex campo di sosta dei Rom dove dopo essere stato risolto un problema di dignità umana e sociale, ormai dall’inizio dell'anno, si è completamente trascurato quello del recupero ambientale. L’area è ancora una gigantesca discarica, colma di materiali nocivi, amianto compreso, e della bonifica ormai non si parla più. Per una prima azione di pulizia del terreno occorrerebbero circa 300 mila euro.
Che l'agenzia Laore, proprietaria del terreno, non dispone. Per l’intervento completo di bonifica, quello del suolo dagli agenti inquinanti dei quali l’area è impregnata, ci sono perfino materiali all'amianto circoscritti in un paio di centinaia di metri quadri, sarebbe necessario almeno un altro milione di euro. Risorse che sembrano al momento irraggiungibili .
L’ex campo dell'Arenosu è quindi destinato a rappresentare un segno di degrado esposto al traffico internazionale dei turisti che si recano nelle strutture ricettive a Ovest del Nord Sardegna.
Alla benemerita azione di sistemazione delle famiglie Rom non è seguita quella, altrettanto annunciata da parte delle istituzioni competenti, della bonifica.
A dire il vero era stata proprio la condizione ambientale a determinare l’assunzione di una serie di iniziative di carattere giudiziario che hanno imposto lo sgombero fissando il termine ultimo entro il 30 gennaio scorso.
Quando l’amministrazione comunale guidata da Mario Bruno cominciò a entrare nel merito della questione dando via alle operazioni di sgombero, si era ripetutamente annunciato che le risorse per la bonifica erano disponibili. In molti si chiedono, anche tra i banchi del consiglio comunale, che fine abbiano fatto quegli stanziamenti, sempre che siano stati deliberati in via ufficiale.
L’argomento sembra uscito anche dal confronto politico e forse a questa manifestazione di disinteresse si arriva perché gli algheresi, amministratori comunali compresi, si sono abituati all’ammasso di rifiuti di ogni genere che è possibile ammirare passando davanti a quel sito.
Diverso è invece l'atteggiamento da parte dei turisti italiani e stranieri ai quale verrà in mente come è possibile che un territorio che intende trarre economica e occupazione dal fenomeno turistico come quello della Riviera del Corallo esponga alla visione degli ospiti una indecenza del genere. Se sul piano umano era inderogabile intervenire per restituire dignità a quelle famiglie che vi erano costrette a vivere, da ricordare che ci sono voluti quasi 30 anni, è altrettanto urgente sul piano del recupero ambientale e della salute dei cittadini. Una problema che andrebbe esteso ai consiglieri regionali del territorio con una azione politica forte. Se è vero che a Cagliari c'è un governo amico.
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