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Alghero

Bruno denuncia: «Scuole, quante hanno l’agibilità?»

di Gian Mario Sias
Bruno denuncia: «Scuole, quante hanno l’agibilità?»

Il sindaco interviene alla presentazione del progetto Iscol@ L’assessore Firino: ripensare l’edilizia è il punto di partenza

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ALGHERO. «Quante delle scuole in cui vanno i nostri bambini hanno il certificato di prevenzione incendi o l’agibilità?». La domanda del sindaco di Alghero, Mario Bruno, squarcia il brusio nell’Aula magna del Dipartimento di Architettura, nel complesso di Santa Chiara.

L’occasione e la platea sono quelli più adatti per una denuncia pubblica cui nei prossimi giorni seguiranno i dati. «Abbiamo fatto un censimento, quanto c’è bisogno di sicurezza nelle nostre scuole», annuncia Bruno.

Parla davanti a sindaci, tecnici, funzionari e dirigenti scolastici. Si parla di Iscol@, il piano straordinario di interventi di edilizia scolastica della Regione, che punta sulla qualità degli spazi in funzione delle esigenze didattiche. Per un attimo il workshop organizzato dall’assessorato regionale dell’Istruzione lascia la teoria per la pratica. «In questi giorni Alghero polemizza sull’ex caserma, ma tutti gli edifici pubblici hanno bisogno di più sicurezza, a iniziare dalle scuole», insiste il sindaco. Nella sede di Architettura, modello di riqualificazione riuscita sul piano funzionale e sociale, gli amministratori e i tecnici ripensano la scuola.

«Garantire un’istruzione di alto livello è il più importante impegno politico e sociale», sostiene l’assessore regionale Claudia Firino. «Vogliamo ricucire territori, unirli – dice l’assessore – metterli nelle condizioni di lottare contro la desertificazione sociale, ambientale, educativa e politica attraverso le reti di relazioni». Per questo servono scuole più aperte. «Ripensare l’edilizia scolastica è il punto di partenza, non solo per ricreare spazi sicuri, a norma e adeguati all’apprendimento, ma anche perché le scuole sono presidi di democrazia, luoghi riconosciuti dalle comunità», dice Arnaldo Cecchini, ordinario di Tecniche urbanistiche ad Alghero.

Il professore immagina una scuola «aperta all’interazione, con gli spazi scolastici aperti alla realtà circostante e la didattica che esce dalle aule». Sul piano pedagogico, l’obiettivo da perseguire con Iscol@ e con altri piani strutturali rivolti all’edilizia scolastica è la conservazione dell’esistente. Ne è convinta Beate Weyland, pedagoga della Libera Università di Bolzano. «Si tratta di luoghi già vissuti, amati e riconosciuti – afferma – occorre piuttosto fare in modo che siano sempre più aperti, in dialogo con il territorio, con una comunità che sappita pensare che ruolo deve avere la scuola». Che secondo Paolo Calidoni, docente del Dipartimento di Storia e di Scienze dell’uomo e della formazione dell’Università di Sassari, «deve essere ripensata in funzione di tre coordinate – sostiene – il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione della storia del territorio, la valorizzazione del presente e delle tecnologie disponibili, la capacità di guardare al futuro».

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