La Nuova Sardegna

Alghero

«Aiutateci a non chiudere» L’Approdo lancia l’appello

di Gina Mario Sias
«Aiutateci a non chiudere» L’Approdo lancia l’appello

Il gruppo di volontari ogni giorno fornisce i pasti a settanta famiglie in difficoltà Ma ora non riesce più a pagare l’affitto e chiede che uno sponsor si faccia avanti

2 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Conosce il bisogno, l’ha visto da vicino. Ha sperimentato la solidarietà. Ogni particella del suo corpo è fatta di riconoscenza e vive per restituire alla comunità un po’ della gratitudine che prova. Ora che la sua creatura rischia di chiudere i battenti, non si vergogna a chiedere aiuto. Efisio Ganau è il responsabile dell’associazione “L’Approdo onlus” di Alghero, un micro-esercito di eroi, dieci persone o poco più, che ogni giorno garantisce a settanta famiglie algheresi carne, pesce, uova, verdura, frutta, pane, prodotti da forno e dolci. Il loro miracolo rischia di svanire, dopo tre anni, a causa dei debiti. Per ora si tratta di 1500 euro, due mesi di affitto arretrati per il centro di distribuzione di via Grazia Deledda 50, dove prima c’era un market. «Se non succede nulla entro una settimana, dovremo chiudere, non possiamo più andare avanti con le nostre forze», è l’appello di Ganau.

La solidarietà di chi opera nel settore alimentare permette di far fronte al fabbisogno del “supermercato della solidarietà”, ma a Efisio Ganau non basta. «Vorremmo che la cultura della solidarietà si radicasse in città – dice – per questo cerchiamo chi sia disposto a fare da sponsor alla nostra attività».

Il sogno è che L’Approdo venga riconosciuta come società di servizio, pur nella forma di associazione di volontariato. I Servizi sociali del Comune non potrebbero mai fare a meno dell’apporto prezioso della squadra di Efisio Ganau, verso la quale vengono dirottati i casi di cui il pubblico non riesce a farsi carico.

Nel team, che non intende mollare la presa, lavorano anche dei detenuti. «Qui fanno un’esperienza diversa, alternativa al carcere, e ottengono uno sconto di pena», racconta Ganau.

Il valore sociale è doppio, insomma, ma sembra destinato a moltiplicarsi, perché l’associazione è ormai un punto di riferimento per tutti e si occupa di qualsiasi cosa: vestiario, farmaci e ogni necessità. «La consegna delle buste della spesa avviene il martedì, il giovedì e il sabato all’ora di pranzo, ma cerchiamo di esserci ogni volta che qualcuno ha bisogno di noi», spiega Ganau. Cresce il daffare e crescono le spese, tra affitto, bollette, utenze, manutenzione dei mezzi, benzina e chi più ne ha più ne metta. Il sostegno garantito dal Comune sino all’anno scorso non basterebbe per coprire i dodici mesi, «e da quest’anno dovremo passare attraverso un bando pubblico rivolto a tutte le associazioni», prosegue il rappresentante dell’Approdo. Tra pubblicazione del bando e aggiudicazione, sperando che vada tutto bene, passeranno mesi prima di vedere un soldo. «Ci rivolgiamo ai privati – conclude Efisio Ganau – gli algheresi ci aiutino a proseguire nella nostra missione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative