Parco, lezione di legalità per 500 studenti
Grazie al lavoro di alcuni detenuti è stato recuperato l’archivio del penitenziario di Tramariglio
ALGHERO. Gli errori di un uomo possono essere una straordinaria lezione per tanti, una redenzione collettiva, per imparare tutti dai passi falsi di chi ha vissuto prima. Gli sbagli di Marcello Perucci, matricola 555 della colonia penale di Tramariglio, condannato oltre settant’anni fa per aver sparatto alla sua donna, stalker ante litteram, son diventati un romanzo tra le mani di altri uomini che in debito con la giustizia.
Sono i detenuti che il Parco naturale di Porto Conte ha coinvolto nel progetto di recupero, catalogazione e digitalizzazione del materiale d’archivio custodito nelle segrete dell’ex penitenziario, oggi casa Gioiosa, sede del Parco. Il lavoro poderoso su migliaia di carte ha permesso di ricostruire la storia di quel posto e di chi ci ha vissuto. Tra le storie riemerse dall’oblio degli scantinati, c’è anche “Perché sparai alla mia amante”, il settimo volume della collana “I quaderni del Parco”, tratto dal manoscritto che Perucci elaborò a partire dalle memorie fissate nero su bianco per i suoi avvocati, per spiegare quei nove colpi di pistola rivolti alla donna che amava, vittima del suo amore morboso, di quel bieco maschilismo di cui era intrisa la sua complessa personalità. Grazie al Parco di Porto Conte e all’assessorato regionale dell’Ambiente, la storia di Marcello Perucci, colpevole per un reato figlio di una discriminazione di genere che oggi è ancora più intollerabile di allora, è stata una lezione per oltre 500 studenti delle quarte e quinte classi di numerosi istituti superiori di Alghero, Sassari e Porto Torres.
Ieri gli allievi delle scuole algheresi hanno invaso il teatro civico per la presentazione di alcuni lavori con cui il progetto educativo giunge a conclusione e si trasforma in una mostra che per un anno, a partire dal prossimo 25 novembre, sarà ospitata dal Parco. «Insegniamo ai più giovani il senso del rispetto per tutto ciò che li circonda, a iniziare dal prossimo, a non fare una proprietà privata delle persone e di ogni cosa bella che appartiene alla madre terra e a tutta l’umanità», ha spiegato Antonio Farris, presidente del Parco naturale di Porto Conte, intervenendo all’evento di ieri insieme al direttore, Vittorio Gazzale. (g.m.s.)
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