La Nuova Sardegna

Alghero

Dopo lo strappo Udc Bruno cerca alleanze programmatiche

di Gian Mario Sias
Dopo lo strappo Udc Bruno cerca alleanze programmatiche

Vertice del Pd cittadino che però sembra poco interessato L’obiettivo del sindaco: allargare la maggioranza consiliare

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ALGHERO. Ad Alghero è tempo di alleanze. Saltate quelle elettorali, si passa a quelle programmatiche. Tradotto: essendo la maggioranza ridotta all’osso per via dell’uscita dell’Udc, che conferma di non voler essere considerata tout court come opposizione, si prova ad allargare la base su cui regge il governo della città. Per dire, il sindaco Mario Bruno e il segretario cittadino del Pd Mario Salis si sono visti, ma dell’esito del faccia a faccia tra i due ex compagni di partito che non scambiavano due chiacchiere da un bel po’ si saprà solo oggi, quando sarà ufficializzata la posizione del Partito democratico, riunito ieri sino a tarda sera. A giudicare dalla posizione dei due consiglieri del partito di Renzi, la speranza di una “pax democratica” non è ben riposta. «Osserviamo da spettatori l’epilogo di una maggioranza allestita per vincere ma non in grado di governare», attacca Enrico Daga. «Ci vorrebbero trascinare per i capelli dentro questo disastro annunciato – aggiunge – ma non siamo in svendita». Mimmo Pirisi usa toni meno lividi, ma è altrettanto netto. «In sintonia con la segreteria provinciale e regionale, il partito ha indicato la strada, sta oggi al sindaco e a quel che resta della maggioranza percorrerla», spiega. «Le altre forze politiche e la città attendono i passi responsabili di chi ha l’onere di amministrare – prosegue – non c’è molto tempo, i problemi della città incombono e non si può rimanere fermi». Se l’obiettivo è assicurarsi una maggioranza consiliare più ampia, per il momento non sembra percorribile l’ipotesi di un chiarimento con l’Udc. «Rispetto ai giorni scorsi non è cambiato nulla, l’Udc non è né all’opposizione né in maggioranza, vota le cose che ritiene opportune», dice Alessandro Loi, secondo cui «non chiedevamo poltrone, non ci interessano, volevamo parlare di metodo». Monica Pulina parla di dispiacere, Donatella Marino di delusione, entrambe di amarezza. «Il sindaco non vuole il confronto e quando ho manifestato contrarietà ho notato sempre più ostilità», dice Monica Pulina. «Quando è mancata la comunicazione è venuto meno l’entusiasmo iniziale, forse il sindaco non si aspettava un gruppo così compatto», rincara Donatella Marino. Tra i banchi della maggioranza aleggia comunque ottimismo. «Siamo in tredici e andiamo avanti così, ma apriamo a tutte le forze a noi affini, iniziando dall’Udc, spero che lo strappo si possa ricucire», confida Pietro Sartore, spiazzato come molti dall’accelerazione imposta dai consiglieri scudocrociati a una fase politica non così incandescente. «Serve l’impegno delle forze di maggioranza, altrimenti diventa un’esperienza complicata – conclude Sartore – ma tornare al commissariamento sarebbe una sciagura». Giusy Piccone, al contrario del suo collega, un po’ preoccupata lo è. «Come è giusto esserlo ogni volta che ci si ferma ad analizzare i passi compiuti mentre si sta facendo un progetto», spiega. «Ma mi tranquillizza molto il lavoro fatto sin qui – assicura – e il fatto che la nostra maggioranza è un gruppo coeso e determinato». Magari un po’ scarso numericamente, ecco. «Siamo tredici, siamo giusti, speriamo di poter ricucire con l’Udc, al quale ci lega un programma scritto insieme – conclude – ma pensiamo anche alle affinità con altri partiti».

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