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Alghero, il Pd detta le condizioni per la nuova maggioranza

di Gian Mario Sias
Alghero, il Pd detta le condizioni per la nuova maggioranza

Salis chiede l’azzeramento di tutte le nomine e un programma condiviso. Ncd: «Bruno inizi a governare senza questa penosa campagna acquisti»

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ALGHERO. Bisogna evitare soluzioni pasticciate e inciuci che renderebbero la situazione ancora meno chiara. Su questo sono tutti d’accordo. È sul percorso da seguire che l’assemblea di via Columbano si spacca. A primo acchito le posizioni in campo sembrano tre: maggioranza, ossia i 13 consiglieri decisi a proseguire il cammino intrapreso in nome del programma e del mandato elettorale; minoranza, per la quale quest’esperienza è al capolinea; Udc, che non discute la bontà dell’alleanza di un anno e mezzo fa e del programma, ma non ne vuol più sapere - almeno non ora - del sindaco Mario Bruno e del suo “caratteraccio”.

Ma scavando più a fondo il quadro si fa più complesso. Tra i supporter del sindaco c’è chi vuole andare avanti a testa bassa e chi aprirebbe al confronto con le forze più affini. Tra i suoi detrattori non tutti sono convinti che l’unica soluzione possibile sia il ritorno a elezioni. Così, mentre l’Udc resta fermo sulla decisione di votare di volta in volta ciò che riterrà utile per la città, il sindaco batte altre strade. Il primo pensiero, ovviamente, va ai vecchi amici del Pd.

Per la prima volta dopo quasi due anni, Mario Bruno citofona in via Mazzini e propone l’avvio di un dialogo per una condivisione programmatica. Sarebbe già di per sé una notizia, visto quanto accaduto tra la vigilia delle amministrative dell’anno scorso e oggi, ma il fatto ancora più straordinario è che il segretario cittadino Mario Salis ascolta la sua richiesta. In differita, l’hanno fatto anche gli altri vecchi compagni di partito del sindaco, che due notti fa si sono riuniti e hanno stabilito le regole da dettare a Bruno per siglare una pace che avrebbe del clamoroso.

La posizione del Pd è chiarissima. L’apertura di Mario Bruno è positiva, ma se il sindaco dice di avere una maggioranza, allora buon proseguimento. Se invece il primo cittadino ammette che non ha più numeri per andare avanti azzeri tutto, ma proprio tutto, e si avvii un percorso serio, attraverso il quale sintetizzare in un unico programma politico due progetti che un anno e mezzo fa si erano presentati come alternativi, e anche con toni poco concilianti. Il primo cittadino ha preso nota e a tarda sera ha iniziato a discuterne con i suoi. Presto il responso. «Siamo responsabili e rispondiamo in modo propositivo all’appello del sindaco, ma ci deve essere un percorso chiaro, altrimenti la gente non capirebbe», spiega con molta serenità Mario Salis. Secondo il leader cittadino del Pd, si dovrebbe cercare il confronto anche con altre forze di buona volontà, ma si parte in salita.

«Chissà se ancora una volta le doti di affabulatore del sindaco riusciranno ad avere la meglio su quello che invece dovrebbe essere l’epilogo naturale di un’azione politica e di un’amministrazione cittadina disastrosa», si chiede Forza Italia con Michele Pais. Per Roberto Ferrara del Movimento Cinque Stelle «i numeri parlano chiaro, l’esuberante certezza ostentata dalla maggioranza mostra tutta la sua precarietà». Lapidario il Nuovo Centro Destra. «Bruno inizi a governare la città senza questa penosa campagna acquisti», dicono Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris. «Noi ci siamo candidati per essere alternativi e continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione – concludono – come dovrebbero fare tutte le altre forze politiche di minoranza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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