La fuga di Ryanair da Alghero: «Tagliamo oggi per restare a lungo»

Passeggeri salgono su un aereo Ryanair

I dettagli della lettera inviata dalla compagnia. Quattordici persone trasferite, entro domenica 29 le destinazioni

ALGHERO. Tempo sino a domenica 29 per indicare l’alternativa: quale è, dopo Alghero, la migliore destinazione possibile. I membri dell’equipaggio Ryanair hanno avuto quattro giorni di tempo per pensarci. La lettera della compagnia è stata inviata via mail il 25 novembre e impone una serie di scadenze. Con molto garbo e toni cortesi, si chiede al personale di indicare entro il 29 una triade di possibili destinazioni in ordine di preferenza mettendo Alghero al primo posto se non si ha voglia di essere trasferiti.

Tutti sono chiamati a farlo perché, come spiega la compagnia irlandese, dall’aprile 2016 gli aerei che avranno come base lo scalo “Riviera del Corallo” saranno ridotti da due a uno. Una riduzione necessaria, un passaggio inevitabile in una fase evidentemente considerata cruciale per garantire la presenza della compagnia ad Alghero nel lungo periodo.

I tagli. La flotta dimezzata comporterà una riduzione del personale che altrimenti risulterebbe in esubero. Dovrebbero essere 14, secondo le stime dei vertici della low cost, le unità da ricollocare in altre basi, tra loro alcuni responsabili di cabina.A tutto il personale si chiede di dare una risposta, nella lettera viene comunque sottolineato che nessuno perderà il lavoro.

I tempi. La svolta considerata necessaria ha dei tempi che devono essere rispettati. Per questo la compagnia dice ai dipendenti che se non ci sarà un sufficiente numero di volontari disposto a trasferirsi a fare le scelte saranno i dirigenti, sulla base di criteri che non potranno essere messi in discussione. Tutti gli interessati, assicura la compagnia, saranno comunque informati del trasferimento in altra sede più tempestivamente possibile, in modo che il 1 aprile 2016 possano prendere servizio.

L’appello. Ryanair ribadisce quello che ha già detto in questi giorni: non c’è l’intenzione di lasciare Alghero. Anzi, la volontà è di mantenere la presenza nel lungo periodo. Per questo ai dipendenti si chiede comprensione: serve un sacrificio ora, sembra essere questo il senso, per garantire un rapporto più solido con lo scalo algherese un domani.

Tratte a rischio. Nel frattempo i tagli annunciati da Ryanair suscitano grande preoccupazione. In teoria, la presenza di un unico aereo di base ad Alghero, potrebbe comportare la riduzione delle tratte: 11 i collegamenti – tra nazionali e internazionali (tra cui Parigi e Dublino) – che potrebbero essere tagliati da Alghero. Altri 8 o 9 quelli a rischio dallo scalo di Cagliari-Elmas, dove la riduzione degli aerei (attualmente 3) e conseguentemente del personale, potrebbe essere annunciata presto ai dipendenti.

L’assenza o il ridimensionamento della presenza della low cost rischia di creare grandissime difficoltà per i sardi ma anche di provocare gravi danni al comparto turistico. Che in questi anni ha beneficiato moltissimo della possibilità di viaggiare a basso costo. L’allarme è generale, dalla politica agli operatori commerciali. Ieri un forte appello è arrivato da Bosa, dove gli albergatori sono in rivolta: la maggior parte dei turisti arrivano nella città del Temo proprio dall’aeroporto di Alghero sui voli Ryanair. L’addio della compagnia per chi lavora nel turismo sarebbe un disastro.

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