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Alghero

Ricci, una ricchezza da sfruttare

Non si parla invece della Sagra, appuntamento di sicuro richiamo turistico

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ALGHERO. La situazione climatica per la degustazione dei riccio di mare è quella giusta: mare piatto, temperature pungenti soprattutto al mattino, sole e cielo terso. Le caratteristiche delle famose secche di gennaio che nella tradizione del bogamarì hanno rappresentato il momento migliore per gli amanti dello spinoso frutto di mare. La tradizione riporta a banchine del porto affollatissime davanti alle postazioni di vendita, la litoranea di via Lido con problemi di traffico per le resse dei buongustai nei pressi delle ceste di ricci appena uscite dal mare. Il periodo della pesca del riccio sulla Riviera del Corallo rappresentava a quell'epoca un vero e proprio evento anche di natura economica. La prelibatezza della polpa del riccio, rinomata quella del golfo catalano per la presenza di immense praterie di posidonia, creava le condizioni per un forte richiamo verso i buongustai e si determinavano flussi che rappresentavano un vero e proprio turismo interno dei fine settimana. Poi interviene una normativa che mette regole, sul piano commerciale, della protezione della specie e su quello alimentare sanitario. A riportare in vita quella tradizione nel rispetto delle nuove regole ci pensava la Sagra del riccio. Un evento organizzato dall’ente pubblico locale e da quello di promozione, oggi Meta, con il coinvolgimento dei pescatori professionisti, dei ristoratori locali, con iniziative pubbliche, in piazza, di forte richiamo.

Quest'anno si sagra del riccio neanche si parla ed è un peccato non cogliere il momento di produzione del “bogamarì” con un evento di forte gradimento che giungendo nel periodo invernale ha sempre portato una boccata di ossigeno alle imprese locali del settore. Va comunque ricordato che nei ristoranti algheresi la tradizione dei primi piatti a base di riccio è sempre presente e gli chef non mancano di offrire nei propri menù questa leccornia. Manca la manifestazione in piazza, quella dei ricci tagliati in banchina con pane e vino rosso della Nurra, che poteva indubbiamente arricchire il calendario del Cap d'Any edizione 2015/2016. (g.o.)

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