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Alghero

Tasse, evasione da record Il Comune silura la Secal

di Gian Mario Sias
Tasse, evasione da record Il Comune silura la Secal

Nella casse municipali un buco accumulato dal 2007 che arriva a 80 milioni Tanchis: «Pronti ad affidare la riscossione coattiva con una gara d’appalto»

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ALGHERO. Gli algheresi non pagano le tasse. Dal 2007 il Comune di Alghero ha maturato un credito mostruoso. Nei corridoi degli uffici di Sant’Anna si parla addirittura di 80milioni che i cittadini della Riviera del Corallo avrebbero dovuto versare nelle casse comunali.

Una cifra che basterebbe al sindaco Mario Bruno per togliersi via d’un colpo tutte le grane: marea gialla, depuratori, vasconi, verde pubblico, bonifiche di Mugoni, strade, rifiuti, tanto per citare i problemi più popolari nel dibattito pubblico cittadino, troverebbero soluzione tutti insieme. E neanche l’addio di Ryanair sarebbe più un problema insormontabile. Ma il condizionale è d’obbligo, la reale entità del credito è ancora da accertare, e poi si tratta di soldi virtuali, una montagna di euro che nessuno recupera.

La clamorosa notizia segna la rottura tra il Comune di Alghero e la Secal, la società di riscossione di sua proprietà. L’assessore comunale delle Finanze, Gavino Tanchis, in risposta alle polemiche “griffate” Cinque Stelle lancia un messaggio piuttosto chiaro.

«Date le ataviche difficoltà della società di riscossione, con l’ok della giunta e della maggioranza stiamo ipotizzando l’affidamento della riscossione coattiva e del censimento tributario mediante gara a evidenza pubblica», dice Gavino Tanchis.

In burocratese si chiama “esternalizzazione dei servizi”, ma nel linguaggio della politica è un benservito bello e buono. «Il bando è pronto, gli uffici ci hanno già lavorato, l’assessorato ha già fatto la sua parte – annuncia Tanchis – ora si tratta di condividere il percorso in giunta e in maggioranza».

Davanti alla necessità di spiegare che senso abbia affidare all’esterno i servizi di competenza di una società in house e a quali costi, ma anche e soprattutto di chiarire che senso abbia l’esistenza di una società i cui compiti sono affidati all’esterno, Gavino Tanchis non usa mezze frasi.

«La Secal dovrebbe riscuotere e non riscuote, evidentemente non ha gli strumenti e l’organizzazione necessari per rispondere alle esigenze dell’amministrazione – è la convinzione dell’assessore – questa situazione non può durare oltre, per l’interesse del Comune e per rispetto di chi paga le tasse». Già, perché dal punto di vista di Tanchis il punto è proprio questo.

«È una questione di equità fiscale», spiega. Tra i debitori ci saranno anche le persone comuni e i loro piccoli debiti, ma la convinzione è «che ci siano anche dei grandi crediti, somme di una certa importanza che non potrebbero essere recuperate se non coattivamente», dichiara convinto l’assessore.

In pratica il Comune di Alghero passerebbe a una società specializzata nel recupero coattivo per imporre ai debitori più forti di mettere mano al portafogli. Aprendo di fatto il dibattito sul futuro della società di riscossione in house.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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