La Nuova Sardegna

Alghero

Bruno si gioca le ultime carte col Pd

di Gian Mario Sias
Bruno si gioca le ultime carte col Pd

Interviene il segretario provinciale Gianpiero Cordedda che si limita però a chiedere una soluzione basata sui programmi

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ALGHERO. La trattativa tra Mario Bruno e il Partito democratico di Alghero ha i giorni contati. O si arriva subito a un accordo o non se ne farà nulla. Arroccati su posizioni ancora troppo distanti, i vertici cittadini del partito e il sindaco studiano una via d’uscita buona per tutti. Il tentativo di pacificazione è in corso da un paio di mesi, da quando Mario Bruno ha dovuto affrontare l’ammutinamento dell’Udc, le dimissioni degli assessori Nina Ansini e Alberto Bamonti e la scelta dei consiglieri Alessandro Loi, Monica Pulina e Donatella Marino di distinguersi dalla maggioranza, assicurando solo il sostegno esterno ai provvedimenti ritenuti utili per la città. Da allora il sindaco cammina sui cocci di vetro, costretto a fare i conti con una maggioranza ridottissima in consiglio comunale: tredici esponenti contro i dodici dell’opposizione. Bruno, ex capogruppo del Pd in consiglio regionale ed esponente di spicco del partito a livello territoriale, ha tentato di ricucire lo strappo generatosi alla vigilia delle elezioni amministrative del 2014, quando si candidò – e vinse – contro la volontà della segreteria locale del partito. Una frattura lacerante, che ha diviso in due il Pd algherese, ha prodotto la fuoriuscita degli esponenti più vicini all’attuale sindaco e quasi due anni di scontri al vetriolo in aula e sui mezzi di informazione. La mano tesa di Mario Bruno verso il segretario Mario Salis ha sorpreso un po’ tutti, almeno per i tempi e i modi. In cambio il Pd ha chiesto al sindaco di ammettere il proprio fallimento e di aprire una fase di rielaborazione programmatica aperta a tutte le forze consiliari di buona volontà, sulla falsariga del governo Renzi, rivolgendosi anche al Nuovo Centro Destra e, ancora, all’Udc. È un passo che la base di Mario Bruno non è disposta a digerire facilmente. Per il segretario provinciale del Pd, Gianpiero Cordedda, il discorso non è chiuso. «È giusto fare ogni sforzo per tentare di sanare i problemi che ci sono stati e per cercare di superarli», dice Cordedda. «L’unica cosa che sappiamo tutti con estrema chiarezza è che Alghero non si può permettere un altro commissariamento – aggiunge – per quanto i cittadini possano capire le difficoltà di una città come Alghero, dobbiamo pensare solo ed esclusivamente ad amministrare nel loro interesse». La segreteria provinciale si guarda bene dal dettare la linea ai democratici algheresi. «Spetta agli organismi cittadini e al gruppo consiliare decidere in totale autonomia e valutando cosa sia meglio per Alghero – precisa Cordedda – ma è evidente che dobbiamo sforzarci tutti per trovare la quadratura del cerchio». Senza guardare troppo all’orologio. «Non si tratta di trovare chi rimpiazza i tre consiglieri dell’Udc – conclude il segretario provinciale – ma individuare tempi, modi e contenuti di un’alleanza programmatica forte». Senza obbligare nessuno, ma fissando un obiettivo chiaro.

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