Tre milioni per il cotonificio Borgate infuriate: a noi niente
ALGHERO. L’ex cotonificio di via Marconi, da decenni simbolo di abbandono, degrado e cattiva amministrazione, diventerà una struttura moderna e funzionale a disposizione della creatività, della...
ALGHERO. L’ex cotonificio di via Marconi, da decenni simbolo di abbandono, degrado e cattiva amministrazione, diventerà una struttura moderna e funzionale a disposizione della creatività, della partecipazione e della socialità. Il progetto del Comune di Alghero prende piede grazie al finanziamento accordato dalla Regione nei giorni scorsi e annunciato ieri. Per l’ex fabbrica, causa di pericoli e di polemiche che hanno attraversato interi mandati amministrativi locali e regionali, il sindaco Mario Bruno è riuscito a ottenere da Cagliari il finanziamento richiesto, pari a 3milioni e 176mila euro. Il vecchio presidio industriale è al centro di una procedura di passaggio di proprietà tra Comune di Alghero e Regione: esattamente da un anno, il 13 gennaio del 2015, era stato stabilito che il cotonificio passerà all’amministrazione comunale al prezzo simbolico di 1 euro. Oltre ai capannoni, la struttura comprende uno spazio verde di oltre mille metri quadrati, che ospiteranno un parco urbano e una sala convegni attrezzata. «È una conquista importante non solo per il quartiere, ma per la città», commenta Mario Bruno. Sebbene la politica riesca a litigare anche in una circostanza del genere, per il finanziamento esulta tutta la città. Ma i rappresentanti delle borgate non cantano vittoria. «Guardia Grande, Maristella, Sa Segada e Santa Maria la Palma hanno partecipato al bando della Regione per la “rifunzionalizzazione” degli immobili di proprietà regionale presenti sul territorio sardo», spiegano i rappresentati dei Comitati di Borgata. «Tutti i nostri progetti hanno ottenuto un elevato punteggio, più che sufficiente per rientrare tra i progetti finanziabili, ma la Regione ha deciso di estrometterli dal finanziamento», denunciano. A farli infuriare è soprattutto la motivazione. «Ci hanno detto no perché il Comune di Alghero veniva già finanziato per il progetto dell’ex cotonificio – dicono allibiti – e loro hanno scelto di garantire la distribuzione territoriale delle risorse». Per gli abitanti delle borgate non è una ragione valida, «tanto più che quel criterio non era previsto da nessuna parte – insistono – e si tratta pertanto di una scelta compiuta arbitrariamente». I comitati di borgata chiedono al sindaco di «rivolgersi alla Regione per pretendere quel che è giusto». Tirato in ballo, Bruno assicura. «Si tratta di progetti ben fatti, tanto che sono stati ritenuti ammissibili – afferma – perciò li riproporremo al di là del bando di stratta di spazi di aggregazione molto importanti per le comunità». (g.m.s.)
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