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Alghero

pulizie dell’aerostazione

Da domani scioperano i 22 lavoratori della Tfs

ALGHERO. «Sul nostro destino è calato un silenzio inquietante, sciopereremo sino a quando non avremo un segnale diverso». I dipendenti della Tfs, la società che esegue le manutenzioni all’aeroporto...

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ALGHERO. «Sul nostro destino è calato un silenzio inquietante, sciopereremo sino a quando non avremo un segnale diverso». I dipendenti della Tfs, la società che esegue le manutenzioni all’aeroporto Riviera del Corallo, hanno deciso. Da domani incroceranno le braccia. La loro protesta non avrà una data di scadenza. Andranno a oltranza, e l’unica condizione per tornare sui loro passi è che «qualcuno ci rassicuri, proprio come ci aveva garantito», spiega per conto dei lavoratori il segretario territoriale della Fiom Cgil, Gavino Doppiu, riferendosi all’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana. Dal prossimo 31 gennaio saranno messi in mobilità. Abbastanza per capire perché siano sul piede di guerra. Sono diciannove operai e tre amministrativi. Quelli con meno anzianità lavorativa, lavorano nell’aerostazione da quindici anni. Tra poco, metà di loro potrebbe trovarsi a spasso. Non avendo più avuto alcuna notizia, scioperano. «Potrebbe essere il primo di una lunga serie – avvertono – perché non intendiamo essere licenziati nel silenzio più assoluto». «Da quel che sappiamo, il nuovo appalto per le manutenzioni è stato vinto dalla toscana Cct con un ribasso del 30 per cento – riferiscono i lavoratori – ma pare che il servizio continuerà a essere garantito dalla Tfs in subappalto». Quando la Tfs ha vinto l’ultimo appalto da un milione e mezzo di euro, erano compresi anche i servizi di pulizia, personale incluso. Difficile dunque dire con precisione di quanto sia inferiore l’appalto in aggiudicazione rispetto a quello di tre anni fa, se si parla delle sole manutenzioni. «Tra ribasso d’asta e subappalto mancano almeno 250mila euro», calcolano gli operai, esasperati dall’incertezza di non sapere cosa sarà di loro dal 1° febbraio. Perché conti alla mano, solo una cosa è certa. «La metà di noi rischia di rimanere senza lavoro – denunciano – gli esuberi potrebbero essere tra i dieci e i dodici». L’alternativa sarebbe quella di dividere tra tutti un monte ore lavorative davvero minimo, come avviene per le dipendenti della società che gestisce le pulizie dell’aeroporto, ma è davvero l’ultima delle ipotesi auspicabili. L’aeroporto sta vivendo un momento difficilissimo e il management della Sogeaal è alle prese con il delicatissimo tentativo di superare l’impasse prodotto dal rischio che a breve l’Unione europea possa sanzionare come aiuti di stato i finanziamenti regionali assicurati per i voli low cost dal 2010. La situazione ha provocato la battuta in ritirata di Ryanair, che ha annunciato ormai da due mesi di voler ridurre drasticamente la propria presenza per la prossima stagione turistica, e ha complicato il processo di privatizzazione dello scalo internazionale. Questo ha reso ancora più diffuso il clima di precarietà in cui oggi vivono i dipendenti della Tfs, che rischiano di essere le prime vittime di un sistema che attende con ansia di conoscere il proprio destino. (g.m.s.)

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