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Alghero

Fuoco per smaltire le bare, blitz dei Noe in cimitero ad Alghero

di Gian Mario Sias
Fuoco per smaltire le bare, blitz dei Noe in cimitero ad Alghero

Denunciato l’amministratore della società partecipata che gestisce il servizio. Il terreno intorno era stato trasformato in una discarica di ornamenti funebri

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ALGHERO. Una catasta di legname lasciata bruciare senza il minimo controllo di sicurezza e in spregio alle più elementari regole in tema ambientale. Un incendio, tecnicamente, che avrebbe potuto avere conseguenze molto peggiori, ma che soprattutto potrebbe portare alla scoperta di un modus operandi totalmente illegale. È l’ipotesi su cui indaga la Procura della Repubblica di Sassari sulla base delle indagini compiute dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari. Teatro dello scempio, che al di là degli eventuali risvolti giudiziari è destinato a provocare qualche imbarazzo politico e amministrativo, è il cimitero di Alghero. I militari guidati dal comandante Umberto Rivetti sono intervenuti ieri proprio mentre il fuoco divampava. All’arrivo all’interno dell’area cimiteriale, in via Vittorio Emanuele, gli uomini del Noe si sono ritrovati una scena quantomeno insolita. Le parti in legno di alcune bare erano state appena date alle fiamme con l’intento di smaltirle. Non solo, il terreno intorno al punto in cui era stato appiccato il fuoco era stato trasformato in una discarica per tutte le parti in metallo, a iniziare dagli ornamenti funebri, e quelle in zinco.

Secondo gli accertamenti effettuati dal Noe, si dovrebbe trattare di pezzi provenienti da esumazioni ed estumulazioni. Per la legge, dovrebbero essere trattati come rifiuti e smaltiti come tali, secondo delle precise procedure, tra le quali non è previsto il ricorso al fuoco. Ma una delle cose che ha destato maggiore sorpresa da parte degli investigatori è stato il fatto che al momento del blitz nessuno stesse sorvegliando quel rogo non autorizzato. Per questo motivo a finire nei guai è L. C., ingegnere algherese di 47 anni, amministratore unico della società Alghero in House, la partecipata del Comune che gestisce per conto dell’amministrazione comunale i servizi cimiteriali, che è stato denunciato a piede libero. L’operazione del Noe ha portato al sequestro di un’area di 500 metri quadrati. Con il procedere delle indagini sarà possibile chiarire la sua posizione e quella di altre persone eventualmente coinvolte. C’è infatti da capire se quell’operazione di smaltimento illegale fosse stata ordinata o autorizzata dall’amministratore di Alghero in House o da qualche altro dirigente della società o del Comune di Alghero, ma soprattutto c’è da capire chi materialmente ha realizzato un’operazione tanto rischiosa quanto dannosa sul piano ambientale. Per spegnere l’incendio nel più breve tempo possibile, i carabinieri del Noe sono dovuti ricorrere all’aiuto di alcuni operai che al momento del loro intervento si trovavano al cimitero e stavano attendendo ad altre operazioni.

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