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surigheddu e mamuntanas

La Rete delle imprese locali non vuole essere esclusa

ALGHERO. «Le aziende di Surigheddu e Mamuntanas sono pubbliche e vanno restituite almeno in parte alle imprese agricole locali». È la richiesta avanzata alla Regione dalle cooperative sociali e dalle...

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ALGHERO. «Le aziende di Surigheddu e Mamuntanas sono pubbliche e vanno restituite almeno in parte alle imprese agricole locali». È la richiesta avanzata alla Regione dalle cooperative sociali e dalle altre aziende del territorio, che propongono che i terreni siano concessi ai privati «sulla base di concessioni pluriennali legate all'uso produttivo». La proposta unitaria è scaturita dal confronto promosso dalla cooperativa sociale EcoToni e ospitato alcune sere fa nei locali della cattedrale di Santa Maria. «Surigheddu e Mamuntanas sono un patrimonio ambientale, storico e culturale della comunità algherese – dicono gli operatori – e rappresentano una importante risorsa per rilanciare il territorio sotto l’aspetto produttivo e occupazionale». Per fare questo la Regione deve «ascoltare prioritariamente tutte le proposte progettuali che il territorio di Alghero è in grado di esprimere». Secondo le cooperative sociali, sin qui «i progetti faraonici hanno ripetutamente fallito, condannando quei terreni all'abbandono e all'incuria». È convinzione diffusa che «nel tempo si sono alternati errori su errori». E ora «si fa strada l'ipotesi che quell’area possa essere sfruttata per la produzione di biomasse da utilizzare a fini energetici – denunciano gli addetti ai lavori –, una scelta di questo genere per Surigheddu e Mamuntanas sarebbe una sciagura nella sciagura». Il riposo forzato di cui hanno goduto queste terre, al contrario, «oggi rappresenta un vantaggio, perché quei suoli sono non solo molto fertili, ma naturalmente predisposti a coltivazioni biologiche, sempre più ricercate dal mercato alimentare», insistono gli autori dell’appello rivolto al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che sul rilancio di Surigheddu e Mamuntanas si sta esponendo in prima persona e che oggi visiterà l'intera area insieme al sindaco Mario Bruno. «L’area, con tanto di edifici risalenti ai primi del Novecento, è un raro esempio di borgo agricolo che si è conservato sino ai nostri giorni e che va preservato». Così come vanno protette «le attività di diversi pastori che ormai da decenni utilizzano quel terreno per ovini, mucche, cavalli e maiali». Il loro augurio è che «il sindaco di Alghero si faccia parte attiva per rappresentare le nostre istanze, chiedendo alla Regione di riservare una porzione dei terreni coltivabili alle richieste della Rete delle imprese locali». (g.m.s.)

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