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laboratori e seminari per i detenuti

L’Università della terza età entra nel carcere Tomasiello

L’Università della terza età entra nel carcere Tomasiello

ALGHERO. Una serie di attività seminariali e laboratoriali per incrementare l’offerta formativa di un carcere che ambisce a porsi come modello anche e soprattutto con la collaborazione e il...

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ALGHERO. Una serie di attività seminariali e laboratoriali per incrementare l’offerta formativa di un carcere che ambisce a porsi come modello anche e soprattutto con la collaborazione e il coinvolgimento degli attori sociali, istituzionali, economici e culturali del territorio e attraverso l’apertura verso l’esterno, con tutte le sue opportunità e i suoi rischi. È l’obiettivo di “Università delle tre età in carcere”, progetto ideato, promosso e sviluppato dall’Università della terza età di Sassari in collaborazione con i vertici e il settore educativo della casa di reclusione “Tomasiello” di Alghero. Un’iniziativa che in realtà rinnova e rinsalda una serie di rapporti già solidi, che hanno nel Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari uno dei partner più solidi e assidui nell’attività di formazione e studio portata avanti dall’istituto carcerario secondo il modello sperimentale cui si ispira quotidianamente il lavoro del direttore Elisa Milanesi e di tutto lo staff che opera all’interno della struttura, volontari compresi. Il primo appuntamento è fissato per il 14 aprile. Da lì in poi una serie di seminari, incontri, lezioni e laboratori saranno dedicati ai temi più disparati, così da favorire l’ulteriore specializzazione dei detenuti che già sono inseriti nei programmi di studio che la casa di reclusione porta avanti con numerosi istituti scolastici, in primis l’alberghiero di Alghero, e con molti Dipartimenti dell’Università di Sassari, a iniziare proprio da Agraria, che quest’anno all’interno del Tomasiello ha fatto incetta di iscrizioni al primo anno, ben sette, e può già contare su un allievo iscritto alla laura specialistica. Come ha spiegato Antonello Pazzona, presidente del Dipartimento di Agraria ma anche dell’Università della Terza età, «siamo convinti che attraverso un percorso del genere potremmo dare qualcosa, ma anche ricevere tanto». Obiettivo dell’Università della terza età, infatti, è anche «quello di riuscire a creare occasioni di socializzazione e di confronto – aggiunge – che possano favorire il reciproco arricchimento tra i nostri soci e i detenuti del carcere». (g.m.s.)

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