La Nuova Sardegna

Sassari

Il caso in tribunale

Il vescovo Melis scrive alla comunità diocesana di Ozieri: «I “tosatori” sui social fanno male e tolgono serenità»

di Nadia Cossu
Il vescovo Melis scrive alla comunità diocesana di Ozieri: «I “tosatori” sui social fanno male e tolgono serenità»

Il prelato interviene con una lettera sul nuovo rinvio del processo sulla gestione dei fondi dell’8x1000: la difesa aveva chiesto la chiusura immediata

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Sassari A pochi giorni dal processo che si è celebrato nel tribunale di Sassari e che lo vede imputato – insieme ad altre otto persone tra cui Antonino Becciu, fratello del cardinale Angelo – di peculato e riciclaggio legati alla presunta gestione illecita dei fondi dell’otto per mille destinati alla diocesi di Ozieri, il vescovo monsignor Corrado Melis affida a una lettera la sofferenza che lo sta accompagnando durante il processo anche e soprattutto per via di quella sempre “accesa macchina delle chiacchiere, delle critiche e della distruzione”.

Leggi qui la lettera integrale inviata dal vescovo, monsignor Corrado Melis, alla comunità diocesana

Mercoledì 13 ottobre gli avvocati difensori Ivano Iai e Antonello Patanè, richiamando una recente pronuncia delle Sezioni unite della corte di Cassazione hanno chiesto al collegio la chiusura immediata del processo. La Suprema corte, con un’ordinanza depositata il 26 agosto, ha infatti escluso la giurisdizione dello Stato italiano sugli atti compiuti dai vescovi nella gestione dei fondi dell’8 per mille, negando inoltre che gli stessi possano essere qualificati come pubblici ufficiali. «I vescovi rispondono alla Chiesa e non allo Stato italiano – hanno detto i legali in aula – il difetto di giurisdizione riguarda anche la materia penale e, dunque, questo procedimento. Per questo chiediamo una sentenza di non doversi procedere».

Il collegio, anche su richiesta del pubblico ministero Gianni Caria, ha rinviato la decisione sulla richiesta a febbraio. Un arco temporale ritenuto eccessivamente lungo dal vescovo di Ozieri che in questa lettera si rivolge ai fedeli della comunità: “Non passiamo dalla parte del Nemico - scrive monsignor Melis - che vorrebbe che si plasmassero nei nostri cuori sentimenti di odio contro in nostri detrattori”

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