Forza Italia preferisce il cda a un manager
ALGHERO. Non ancora formalizzata, l’idea di selezionare un direttore per la Fondazione Meta fa già discutere. A vederla dal di fuori, l’accelerata dell’amministrazione comunale sull’individuazione di...
ALGHERO. Non ancora formalizzata, l’idea di selezionare un direttore per la Fondazione Meta fa già discutere. A vederla dal di fuori, l’accelerata dell’amministrazione comunale sull’individuazione di un manager che costerebbe 120mila euro lordi all’anno non è certo una mano tesa nei confronti del Pd, il partito con cui si cerca di costruire una nuova alleanza programmatica, che nei giorni scorsi si era espresso su Meta per sostenere la necessità di un consiglio di amministrazione più operativo, tecnico, slegato il più possibile dalla politica e dalla burocrazia municipale. A sottolineare questa apparente incongruenza è Forza Italia. Precisamente Andrea Delogu, già presidente di Meta. La sua prima obiezione riguarda proprio il senso di questa operazione mentre la trattativa è in corso. «Il teatrino dell’accordo politico fra sindaco e Pd è un refrain che va in onda da quattro mesi senza mai concretizzarsi», dice Delogu. «Problemi di poltrone, certo, ma anche visioni diverse e opposte sul modello di sviluppo della città, in tutti i campi». A iniziare proprio da Meta, è la sua posizione. Sulle scelte dell’attuale amministrazione Andrriea Delogu è perentorio. «Qualcuno dal cerchio magico del sindaco propone di selezionare un direttore generale per Meta tanto per dire qualcosa – attacca – perché in realtà ci vorrebbe un piano economico alla base, si dovrebbe finalmente riprendere la via di una gestione economica della Fondazione, volta a conseguire ricavi e non solamente a generare costi e a elargire mance». Non solo. «In un’epoca di spending review, in un contesto in cui le ultime amministrazioni di centro sinistra hanno fatto dei tagli di bilancio una bandiera, causando anche problemi al tessuto sociale algherese, riteniamo che un cda composto da esperti, unitamente all’ingresso dei privati nella fondazione, possa contribuire al rilancio di Meta». (g.m.s.)
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