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Alghero

Neonato riportò danni dopo la nascita, assolto ginecologo dell’ospedale di Alghero

di Nadia Cossu
Neonato riportò danni dopo la nascita, assolto ginecologo dell’ospedale di Alghero

Un medico dell’ospedale Civile era finito a giudizio nel 2012 per lesioni colpose Secondo la tesi del pm a causare problemi al bambino era stato il parto indotto

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ALGHERO. Non può essere riconducile a negligenza o imperizia del ginecologo il danno che un neonato riportò dopo il parto “indotto” nell’ospedale civile di Alghero.

Antonio Corda, finito a processo per lesioni colpose, è stato assolto due giorni fa dal giudice Teresa Castagna perché «il fatto non costituisce reato». Significa, in estrema sintesi, che il piccolo riportò sì un danno ma – come confermato anche dai periti in sede di incidente probatorio – al medico che lo fece nascere non può essere addebitata alcuna responsabilità. Accolta in pieno la tesi difensiva dell’avvocato Franco Luigi Satta.

Il bambino, che oggi ha otto anni, venne alla luce nel 2008 con l’utilizzo della ventosa. Una pratica che secondo l’accusa gli provocò dei danni. Durante la crescita il piccolo ha avuto problemi di ritardo nell’apprendimento e nelle funzioni motorie. A distanza di tempo, sebbene abbia fortunatamente superato diversi suoi problemi, ha ancora difficoltà nel linguaggio. Problemi che – stando alla denuncia dei genitori che si erano costituiti parte civile nel processo con gli avvocati Elias Vacca e Romina Cauli – sarebbero dipesi dal parto. Dopo una querela presentata alla Procura, sotto accusa era finito l’allora primario di Ginecologia del Civile. Secondo il consulente del pubblico ministero Paolo Piras, Corda non avrebbe dovuto somministrare un farmaco, l’ossitocina, per indurre le contrazioni e quindi il parto. L’esperto nominato dall’accusa aveva contestato anche l’uso della ventosa per consentire che il neonato venisse alla luce: sarebbe stato questo strumento a causare poi i problemi che il piccolo ha avuto nell’immediatezza ma che si sono poi rivelati nella loro gravità soltanto qualche mese dopo. Gli esperti consultati dai genitori hanno sempre sostenuto che alla donna andasse praticato un parto cesareo, ancora prima di somministrare un farmaco che avrebbe solo aggravato le condizioni della partoriente. Di diverso avviso i periti nominati dal gip, nel corso di un incidente probatorio. «I due esperti hanno escluso qualsiasi responsabilità del medico», ha spiegato nella sua arringa l’avvocato Franco Luigi Satta. Lo stesso legale nelle varie udienze ha citato diversi testi tra cui l’ostetrica che ha spiegato come l’ossitocina – che venne somministrata a goccia lentissima e diluita – non poteva provocare alcuna conseguenza di quel tipo. L’utilizzo della ventosa, poi, era una pratica molto diffusa.

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