Rete metropolitana, approvazione in bilico
Oggi difficilmente potrà essere raggiunta la maggioranza qualificata richiesta Secondo il Centro studi Toniolo si rischia la subalternità rispetto a Sassari
ALGHERO. «Se i presupposti per la costituzione della Rete metropolitana non dovessero cambiare, Alghero diventerà un’area suburbana di Sassari e nel breve termine perderà importanti presidi istituzionali come la compagnia dei carabinieri, il distretto socio-sanitario e il presidio dei vigili del fuoco». Al coro dei contrari allo Statuto della Rete metropolitana si unisce anche l’ex sindaco Tonino Baldino. Intervenendo come presidente del centro studi “Giuseppe Toniolo”, Baldino propone un’inversione di marcia. In assenza della quale, è uno degli allarmi che lancia, «verrebbe meno la motivazione alla base della classificazione di sede universitaria decentrata che, come già avviene per Nuoro, Oristano e Olbia, consentirebbe l’assegnazione di cospicui finanziamenti da parte della Regione». Il politico algherese e l’associazione politica di cui è a capo lanciano una provocazione. «Proponiamo una seria pausa di riflessione, per non trascinare la città e i suoi abitanti verso scelte che non erano state previste nel documento programmatico della coalizione che governa Alghero», dice Baldino. «Alghero è attore essenziale nella costituzione della Rete metropolitana e può esigere la sottoscrizione di Patti parasociali dai quali emerga la pari dignità con Sassari – insiste il presidente del Centro studi Toniolo – ma anche che questi patti devono essere predisposti nella chiarezza di un Piano di interventi da attuare in coerenza con i programmi di investimenti nazionali e comunitari». Stasera l’approvazione dello Statuto della Rete metropolitana sarà al centro del confronto in consiglio comunale, ma è probabile che il via libera dall’aula di via Columbano slitti a domani per via della forte contrarietà delle opposizioni alla bozza licenziata dai sindaci del nuovo soggetto istituzionale. Secondo il M5S, lo Statuto attuale assicura a Sassari un potere eccessivo, mentre per il Pd e per il centrodestra c’è anche un problema di tempi e modi con cui il testo è approdato in consiglio. Stoppato lo scorso 2 maggio ma sulla base di tabelle errate, di fatto lo Statuto è stato votato per la prima volta venerdì scorso. Nelle prime due sedute, c’è bisogno del favore di due terzi dell’aula. Finora Partito democratico, Nuovo Centro Destra e Forza Italia non hanno partecipato alla votazione, mentre i grillini, capito che i loro emendamenti sarebbero rimasti carta straccia, si sono astenuti. L’accoglimento di qualsiasi emendamento, tra l’altro, provocherebbe un terremoto, dato che lo Statuto emendato in Riviera del corallo dovrebbe essere riapprovato da tutti i consigli comunali, con una conseguente perdita di tempo rispetto al cronoprogramma a marce forzate sin qui seguito. Salvo colpi di scena, l’ok allo Statuto salterà anche oggi e la maggioranza dovrà aspettare la seduta di domani per dare il proprio ok al documento.
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