Pronto soccorso da rifondare
I Riformatori denunciano i pesanti tagli alla sanità regionale
ALGHERO. «Il pronto soccorso dell’ospedale di Alghero è un’eccellenza riconosciuta, dobbiamo prendere atto di una serie di carenze, assolutamente non imputabili a imperizia o negligenza del personale ma addebitabili ai pesanti tagli alla sanità, derubricati sotto la voce “razionalizzazione” e attribuibili a mancanza di programmazione e di visione unitaria e complessiva del sistema sanitario cittadino, locale e regionale». È la denuncia dei Riformatori di Alghero, che chiedono «un’azione di razionalizzazione urgente del pronto soccorso cittadino». Per sostanziare la denuncia, il partito cita alcuni casi. «Un signore con dolori lancinanti a causa della puntura di un cactus ha atteso un’ora e mezza per essere introdotto nel reparto e ottenere un foglio con cui recarsi a Oculistica, nelle cliniche universitarie di Sassari», è il racconto. «Un ragazzo con problemi a una spalla come conseguenza di una caduta aspetta quasi tre ore per entrare e uscire subito dopo col foglio di prima diagnosi con cui presentarsi all’Ospedale Marino – prosegue –, una bambina caduta accidentalmente tra le piante grasse attende più di due ore per essere indirizzata a Chirurgia, dove vengono recuperate delle pinzette idonee ma manca l’ittiolo perché la farmacia interna non fornisce all’ospedale questo tipo di presidi, così come ormai sono irreperibili i nuovi ferri di sutura». Insomma, «oggi il pronto soccorso viene utilizzato come il reparto pluri-specialistico che deve prelevare esami, richiedere consulenze, radiografie, tutto a spese del proprio budget e a danno dell’utenza». (g.m.s.)
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