Sporcizia nelle strade, Franca Masu ripulisce piazza Pasqual Gallo
Clamorosa iniziativa della nota cantante in lingua catalana Armata di rastrello e ramazza ha coinvolto l’intero vicinato
ALGHERO. Ad Alghero è così: c’è chi sta sempre a protestare, e non gliene va mai bene una, e c’è chi se la canta e se la suona, ma se serve si rimbocca anche le maniche, e le erbacce da sotto casa le tira via senza aspettare che lo faccia qualcun altro. Come Franca Masu, la più grande folk singer italiana in lingua catalana, ambasciatrice della cultura e della lingua algherese.
Mentre il coro di lamentele per il grave stato di disordine della città si ingrossa col passare delle ore – e oggettivamente, tra buio, sporcizia, rifiuti e giardini pubblici malcurati non è che non ce ne sia il motivo – la straordinaria cantante algherese ha chiamato a raccolta i suoi vicini di casa. Guidati da un giardiniere vero e proprio, di sua fiducia, si sono messi all’opera per ripulire piazza Pasqual Gallo. Per intenderci, è quella che si trova poco sotto la Muraglia, vicino ai ristoranti Movida e O’, tra via Sant’Erasmo e la biblioteca di Santa Chiara. Abbandonato a sé stesso, quel piccolo gioiellino si stava trasformando in una selva metropolitana, tra erba alta, cartacce e incuria.
La prossima settimana ospiterà “Mes aprop”, che significa “più vicino” ed è il titolo di un piccolo festival che Franca Masu da alcuni anni dedica all’arte, alla poesia, all’emozione, ma anche – o soprattutto – alla riscoperta di luoghi insoliti, da risistemare e restituire alla comunità, per dare il buon esempio e innescare percorsi virtuosi di recupero della città e dei suoi angoli più remoti. «L’utilizzo di certi spazi mi è sembrato un modo per rivivere l’arte collettivamente e in maniera più diretta, che ci aiuta a far rivivere i luoghi e riabitare gli spazi», spiega la cantante e promotrice dell’originale iniziativa. Franca Masu si sminuisce e spiega che l’operazione è figlia di «tante piccole coincidenze, a iniziare dal piccolo finanziamento ricevuto per il festival, che servirà per trasformare la piazza in un giardino», racconta. Sarà un luogo degno per tutti quelli che la sera di San Giovanni vorranno assistere a “Minyones”, una antologia di antichi filmati che ricordano del rapporto antico e stretto tra la strada e l’infanzia, tra il gioco, l’arte, la fantasia e lo spazio pubblico. Franca Masu e “Mes aprop” accoglieranno i propri ospiti in un piccolo giardino di fiori ed erbe aromatiche. La trasformazione è iniziata ieri. Armati soprattutto di entusiasmo e buona volontà, l’esercito di residenti capeggiati dall’artista ha iniziato a tirar via le sterpaglie di cui nessuno si era più preso la briga. Magari il festival potrebbe diventare una scusa per riportare in vita ogni anno un pezzo di Alghero, di sicuro «è un modo per invitare anche altri a farlo», è l’appello che Franca Masu rivolge a bassa voce ai suoi concittadini. In fondo voler bene alla propria città significa cantarne la tradizione ed esaltarne l’identità, ma anche non aver paura a dare due colpi di zappetta. Perché un po’ di colore e chiasso della gente che torna per le strade fanno bene all’anima di una città che si sente un po’ trascurata.
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