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Alghero

Non rapinò il carabiniere, assolto

Non rapinò il carabiniere, assolto

Patrono era stato condannato in primo grado a 4 anni insieme a tre giovani

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ALGHERO. Nel 2011 era stato condannato a quattro anni di reclsuione con una accusa pensantissima: quella di avere partecipato insieme ad altri tre complici al pestaggio di un carabiniere libero dal servizio, al quale era stata portata via anche la pistola d’ordinanza.

Ieri Angelo Patrono, 26 anni di Alghero - che era incensurato quando venne arrestato per il grave fatto - è stato assolto dai giudici della corte d’appello per non avere commesso il fatto. Determinanti per la revisione del processo di primo grado e per il ribaltamento della sentenza, le indagini difensive svolte dagli avvocati Gabriele Satta e Stefano Carboni, legali del giovane imputato.

Sono stati sentiti, infatti, diversi testimoni indicati dalla difesa, i quali hanno dichiarato di non avere notato Angelo Patrono tra i partecipanti al pestaggio e alla conseguente rapina al carabiniere.

Una liberazione, quindi, per il giovane algherese che - a distanza di sette anni dall’episodio - è stato considerato dai giudici della corte d’appello estraneo ai fatti.

La vicenda risale al 23 maggio del 2009. All’uscita da una discoteca di Alghero, intorno alle cinque e mezza del mattino, un militare libero dal servizio era stato aggredito alle spalle, spinto a terra e picchiato con calci e pugni da alcuni giovani. E quando era inerme, uno degli aggressori gli aveva anche portato via la pistola d’ordinanza. L’arma era stata ritrovata poi dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale e delle compagnie di Porto Torres e Alghero, a 50 metri dal luogo dell’aggressione, nascosta in una casa diroccata vicino al Carlos V.

Per quell’episodio erano finiti in carcere - oltre ad Angelo Patrono - i fratelli Andrea e Gennaro De Falco, Giovanni Antonio Maria Bini, tutti algheresi di età compresa tra i 20 e i 33 anni. Tutti, tranne Patrono, con precedenti penali.

Nel 2010 il gup aveva condannato a due anni e 8 mesi i fratelli De Falco e a 20 mesi di reclusione Giovanni Antonio Maria Bini. I tre imputati erano stati processati con il rito abbreviato. (g.b.)

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