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Alghero

Alghero, massaggi hot nel centro benessere: tra i clienti un ragazzino di 15 anni

di Gian Mario Sias
Alghero, massaggi hot nel centro benessere: tra i clienti un ragazzino di 15 anni

Sotto sequestro il locale di via Giovanni XXIII: giro di prostituzione gestito dai due titolari lombardi

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ALGHERO. Nessun rapporto completo, ma prestazioni sessuali rapide e a buon mercato, anche a 30 euro. Un via vai di uomini tenuto sotto controllo per oltre un anno. Tra loro, anche un quindicenne e alcuni altri minorenni. Un giro d’affari spaventoso, dato che i clienti accertati erano almeno venti al giorno. È il quadro che emerge a carico dei titolari del centro massaggi di via Giovanni XXIII. Secondo i carabinieri della stazione di Alghero, la cui attività investigativa è stata coordinata direttamente dal comandante Leonardo Baldinu, dietro la facciata del centro benessere e dei massaggi olistici si nascondeva un giro di prostituzione dai profitti notevoli.

I due gestori del centro, un uomo e una donna che vivono nel Nord Italia, sono stati denunciati alla Procura di Sassari. Sarà il sostituto procuratore Corinna Carrara, titolare dell’inchiesta scaturita dalle indagini dei carabinieri, a stabilire nei prossimi giorni eventuali misure cautelari a loro carico. Le accuse nei loro confronti sono molto gravi, perché ci sono di mezzo minorenni e perché alcune delle ragazze che prestavano sesso a pagamento all’interno di quell’esercizio commerciale non avevano il permesso di soggiorno.

Gli accertamenti dei militari porterebbero a pensare che i titolari del centro massaggi non pagassero regolarmente l’Iva e le altre imposte. Il locale all’interno del quale non si praticavano solo massaggi orientali è stato messo sotto sequestro. La proprietaria è una donna algherese, assolutamente estranea ai fatti e ignara di quel che succedeva tra quelle quattro mura. Ai carabinieri ha potuto mostrare di essere in possesso di un regolare contratto di locazione, perciò quanto prima la sua proprietà sarà dissequestrata e le verrà riconsegnata.

A dare il “la” alle indagini erano state alcune segnalazioni degli abitanti dell’ultimo tratto di via Giovanni XXIII, verso la sede di Sant’Anna dell’amministrazione comunale e la strada per Villanova Monteleone. Tutti quegli uomini che andavano e venivano dal centro massaggi non rappresentavano un fatto normale. Quel “traffico” ha generato sospetti sempre più diffusi, tanto da indurre i carabinieri ad avviare una serie di attività di controllo. Appostamenti, pedinamenti e controlli sulle ricevute fiscali, per scoprire che in realtà nel centro massaggi venivano offerti anche servizi sessuali per una cifra che variava da 30 a 50 euro. Moltiplicato per venti clienti al giorno, sono una montagna di soldi. Pagato l’affitto e le utenze, il grosso prendeva la via della Lombardia, dove stanno i titolari. In tutti i casi accertati, ai clienti veniva fornita una ricevuta fiscale dalla quale risultava che fossero stati sottoposti a massaggi orientali.

Le ragazze che operavano nel centro e sin qui identificate sono otto. Alcune hanno il permesso di soggiorno. Anche sulla loro posizione sarà il pm Carrara a decidere.

Intanto le indagini dei carabinieri di Alghero proseguono. Per gli investigatori, infatti, il locale chiuso avantieri farebbe parte di una grande catena della prostituzione con diverse sedi in tutta Italia. Una sorta di franchising del sesso illegale gestito da un’organizzazione che avrebbe realizzato diversi centri con caratteristiche ben precise, tutti uguali tra loro nella fornitura di attrezzatura e arredamento degli spazi adattati ad “harem” abusivi.

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