La Nuova Sardegna

Alghero

Scagliano i rifiuti nella boutique dell’assessore Selva

di Gian Mario Sias
Scagliano i rifiuti nella boutique dell’assessore Selva

Minacce alla moglie del responsabile della nettezza urbana Lui: gesto sciocco, non mi fermerà. Il sindaco Bruno solidale

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ALGHERO. «Verso mezzogiorno un gruppo di sei o sette persone si è presentato nel negozio di famiglia, dentro c’era solo mia moglie con una cliente, uno di loro ha scagliato due bustoni contenenti del vetro contro le porte in cristallo, ha chiesto di me, voleva sapere dove fossi, ha chiesto a mia moglie dove avrebbe dovuto gettare quelle bottiglie». È il racconto dell’assessore dell’Ambiente, Raniero Selva, vittima di un atto intimidatorio compiuto in pieno centro – la sua boutique si trova proprio sotto i portici di via XX Settembre, all’angolo con via Sassari – e in pieno giorno. Secondo quanto riferisce l’assessore, «mia moglie ha chiesto a quell’uomo cosa volesse, chi lo avesse mandato lì, e lui gli ha detto di non preoccuparsi, che era informato dei fatti».

Secondo la versione dei fatti riferita anche ai carabinieri, «del gruppo facevano parte uomini, donne e due bambini». Raniero Selva non ha dubbi. «Sono stati mandati da qualcuno, evidentemente il nostro tentativo di cercare di rimettere le cose a posto sta dando fastidio – dice – . Ma se pensano di intimorirmi in questo modo, sappiano che mi fanno solo ridere, che questo episodio ha rinvigorito la mia volontà di darmi da fare per il bene della città, Alghero ha bisogno di tutti». Parole nette, una dichiarazione di intenti che non lascia scampo ai presunti intimidatori e ai loro supposti mandanti.

Al di là di tanta fermezza, Selva non riesce a nascondere l’amarezza. «Questo fatto mi fa capire a che punto siamo arrivati in questa città su questo argomento – dice –. Non capisco perché arrivare alle minacce, perché presentarsi nel negozio, che è la mia vita, la mia famiglia».

Cose che non c’entrano nulla con l’attività di amministratore. «Chiunque voglia confrontarsi con me, sa dove, come e quando trovarmi, davvero un fatto del genere non ha spiegazioni», insiste l’ex pd, che spiega di non essersi trovato sul luogo dell’intimidazione «per il semplice motivo che ero in giro a fare quello che faccio tutti i giorni da quando faccio l’assessore».

Per ora ai carabinieri ha presentato solo una segnalazione, ma «parlerò con il mio avvocato e decideremo il da farsi, perché dietro le persone che si sono presentate in negozio ci sono altri, tra i quali anche quelli che forse sono infastiditi perché in pochi giorni stiamo cercando di mettere riparo ai problemi creati in anni e anni».

Lui comunque va avanti. «Non penso di aver fatto del male a nessuno, né fare qualcosa di diverso dall’interesse della collettività – prosegue – se questo dà fastidio pazienza, io vado avanti con ancora più determinazione, non mi ferma certo il gesto sciocco di un manipolo di persone telecomandate».

Di mettere in mezzo la sua famiglia e la sua attività professionale, però, non lo permette a nessuno. «Mia moglie, il resto della famiglia, il negozio – conclude – non c’entrano nulla e nessuno può pensare di tirarli in ballo». L’assessore ha ricevuto l’immediata solidarietà del sindaco di Alghero, Mario Bruno, «Siamo rattristati, ma determinati e per niente rassegnati – dice –. La nostra è una città per bene, episodi del genere sono intollerabili, le minacce a Raniero Selva sono minacce alla città».

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