Alghero, blitz della Finanza alla Fondazione Meta e all'Ente Parco
Nel mirino degli investigatori, le procedure per la nomina dei direttori dei due enti
ALGHERO. Le nomine dei direttore della Fondazione Meta e del Parco regionale di Porto Conte sono fin ite nel mirino della Procura della Repubblica di Sassari. Indagini sono in atto anche per quanto riguarda il piano del Parco di Porto Conte. Ieri mattina, 18 agosto, gli uomini della compagnia della guardia di finanza e i loro colleghi della finanza di mare, in collaborazione con la guardia forestale, hanno sequestrato tutti i documenti riguardanti le procedure del concorso che ha portato alla nomina di Paolo Sirena alla direzione generale della Fondazione Meta e di Mariano Mariani a quella del Parco di Porto Conte. Le Fiamme Gialle hanno raggiunto di primo mattino il complesso de Lo Quarter , dove si è trasferita la Fondazione che ha lasciato la vecchia sede di piazza Porta Terra, e hanno notificato la richiesta di acquisizione degli atti da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Sassari, Cristina Caronchio.
Stesso discorso per quanto riguarda il Parco di Porto Conte dove hanno però operato i finanzieri della tenenza navale e corpo forestale. Gli investigatori hanno svolto un sovralluogo anche nel comune di Sant’Anna per verificare se parte della documentazione potesse trovarsi nella sede istituzionale dell’ente locale. Verifica che ha avuto un riscontro negativo in quanto tutta la documentazione si trovava nella sede de Lo Quarter. L'inchiesta di Cristina Coronchio si è mossa con molta probabilità dopo l'arrivo in Procura di segnalazioni, esposti e denunce sulle le procedure seguite nei due concorsi. Il sequestro di documenti ha riguardato tutto il percorso gestito dal Comune e dall'Ente Parco: dalla pubblicazione dei bandi alle selezioni, dai titoli professionali in possesso dei diversi candidati ai risultati degli esami, scritto e orale. Un dossier piuttosto consistente che ora sarà esaminato nel merito.
Per quanto riguarda il Parco di Porto Conte, presieduto da Antonio Farris, Fiamme Gialle di mare e corpo forestale hanno acquisito anche gli atti del Piano del Parco. Un elaborato in possesso de management della riserva dal 2013 ma su quale l’assemblea del Parco, cioé il consiglio comunale di Alghero, non si è mai espressa, vanificando di fatto un progetto, la cui predisposizione era costata 20 mila euro, che constituisce, nel merito, la vita stessa della riserva della Baia delle Ninfe. Sembra di capire che la Procura, attraverso il sequestro degli atti, voglia capire e approfondire le ragioni che hanno impedito alla assemblea di pronunciarsi sullo strumento di sviluppo dell'area naturale. .
Il sequestro degli atti, non fotocopie ma dei documenti originali, apre ora un nuovo scenario in quanto coinvolge la gestione delle procedure concorsuali per la nomina dei direttori, sulle quali non sono mancate forti polemiche in ambito locale con accuse, da provare evidentemente, di selezioni pilotate. Per quanto riguarda la Fondazione Meta, presieduta da Raffale Sari Bozzolo e braccio operativo dell'assessorato al Turismo, va ricordato che le sue funzioni dovrebbero essere quelle di promozione del territorio soprattutto in relazione al fenomeno turistico che, come è noto, è una delle colonne portanti dell'economia algherese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
