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Alghero

Minoranza alla carica «Basta con le parole, ora servono i fatti»

di Gian Mario Sias
Minoranza alla carica «Basta con le parole, ora servono i fatti»

Accuse a Bruno da Gruppo misto, Pd, Ncd e Forza Italia Dopo due anni niente di fatto, l’amministrazione si svegli

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ALGHERO. L’estate è finita e le opposizioni riaprono le ostilità. Abbronzati, riposati, ritemprati e agguerriti, i rappresentanti della minoranza ripartono senza troppi preamboli: bordate, attacchi, accuse e richieste di dimissioni si sono succedute a raffica da parte del plotone d’esecuzione composto da Gruppo misto, Pd, Ncd e Forza Italia. Il percorso di avvicinamento al traguardo di metà mandato, fissato per la fine dell’anno, per l’amministrazione guidata da Mario Bruno si annuncia decisamente in salita. Come da tradizione, i tormentoni estivi su turismo, rifiuti, depuratore e aeroporto hanno fatto passare in secondo piano la straordinaria sequela di doglianze, fondate o meno, su cui le forze che osteggiano la giunta comunale intendono sfidare la maggioranza nei prossimi mesi. Ora che le vacanze sono finite e arriva il tempo dei bilanci, il primo a dare fuoco alle polveri è il consigliere del Nuovo Centrodestra, Emiliano Piras. Più che una denuncia, la sua è una vera e propria lista di promesse mancate. «Il mercato della frutta, il bando per il Distretto della creatività, gli orti urbani, il bando per i chioschi della “passeggiata Bousquets”, i 500mila euro all’anno per la manutenzione delle strade, il project dell’illuminazione pubblica, il Puc, il Pul, il bike sharing – attacca Piras – sono passati due anni da quando si è insediata questa amministrazione, annunciando ancora le ringhiere della passeggiata, il project financing per il rifacimento del lungomare con le concessioni del Balaguer e del Caval Marì, il Piano del parco, la soluzione per la marea gialla, i proventi della tassa di soggiorno per il decoro pubblico, il piano degli arredi, il piano di zonizzazione acustica, la circonvallazione e chi più ne ha più ne metta». Ebbene, è il suo parere, nonostante le ottime intenzioni, «di tutto quello che avevano promesso nemmeno un segnale tangibile», lamenta l’espontente dell’Ncd. «Svegliatevi – chiede – oppure andatevene velocemente».

Non ci va più leggero Michele Pais, che insieme ai suoi compagni del gruppo di Forza Italia prende a pretesto la vicenda più recente, legata al servizio scuolabus. «Delle undici unità impiegate, tre andranno a casa – dice Pais – è un fatto gravissimo, l’ennesimo danno di questa amministrazione». Per essere sconfessati, gli azzurri pongono le condizioni.

«Pretendiamo che il sindaco intervenga e scongiuri i licenziamenti – chiedono – altrimenti reiteriamo la richiesta di dimissioni immediate di sindaco e giunta, vadano a casa prima loro dei lavoratori, che sono incolpevoli». Sullo stesso tema, tra l’altro, riapre lo scontro anche il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi. «Diranno che la colpa è del lavoratore, del sindacato, del legale, della ditta o di tutti insieme – è la stilettata – ma mai dell’amministrazione, spero in un ravvedimento e in una presa di coscienza».

Severissimo anche Alessandro Nasone, che ha lasciato la maggioranza solo da pochi mesi per aderire al Gruppo misto. «Invece di pensare a entrare nel cda aeroportuale, dove conteremo poco o nulla, il Comune faccia in modo che le promesse fatte in due anni trovino una risposta definitiva». Il count down verso il bilancio di metà mandato è cominciato.

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