Il parco rischia di perdere i dipendenti
Trenta lettere di licenziamento per altrettanti operai e amministrativi dell’ente. Scaduto il contratto con il ministero
ALGHERO. La delicatissima situazione dell’Ati Ifras rischia di paralizzare l’attività del Parco naturale regionale di Porto Conte. L’effetto domino della crisi che sta per abbattersi su cinquecento lavoratori in tutta l’isola potrebbe travolgere anche i trenta tra operai e amministrativi che lavorano con contratto di prestazione di servizi per conto della società strumentale del Comune di Alghero, il cui consiglio coincide con l’assemblea dell’ente. Il fatto è che il Parco non ha una sua vera e propria struttura e una sua autonoma dotazione organica. A portare avanti l’attività amministrativa e tutti gli altri servizi sono dieci impiegati e venti operai cooptati sulla base di una convenzione tra Parco e Ati Ifras, nell’ambito dell’accordo nazionale fra lo stesso consorzio, il ministero del Lavoro e l’assessorato regionale del Lavoro. La convenzione che ha consentito questo sistema è scaduta e la conclusione della sua proroga è fissata per il 31 dicembre. Tradotto, dal 1° gennaio del prossimo anno il Parco potrebbe trovarsi senza lavoratori e con il solo direttore.
A sbloccare la situazione potrebbe intervenire la giunta regionale, alla quale si stanno appellando i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali. In attesa di un bando per la ridefinizione della gestione dei servizi al momento gestiti da Ati Ifras, che comunque dovrebbe salvaguardare tutti gli operai sparsi per l’isola, alla Regione si chiede di procedere con una proroga che eviti uno sfacelo sia dal punto di vista occupazionale che sul piano dell’operatività. A quel punto potrebbe diventare più semplice anche la possibilità di prorogare i contratti dei dieci addetti all’attività amministrativa del Parco. Per loro, il ragionamento in prospettiva porta a valutare due diverse strade da percorrere: stabilizzazione per gli attuali impiegati o un concorso pubblico aperto anche ad altri, eventuali pretendenti.
Sulla vicenda sono intervenuti il gruppo consiliare di Alghero e il consigliere del Gruppo Misto, Alessandro Nasone. «Riteniamo gravissima la notizia delle lettere di fine rapporto arrivate ai lavoratori del Parco di Porto Conte, è un’altra tegola per l’occupazione in città e l’assemblea del Parco non ne era informata», scrive il capogruppo democratico, Mimmo Pirisi. «Ancora una volta l’amministrazione comunale, che da tempo latita anche a Casa Gioiosa, ritarda tutte le fasi per il ripristino delle normali funzioni dell’ente - aggiunge - che in questa particolare situazione avrebbe ancora più bisogno di un presidente e di un consiglio di amministrazione in carica». Il Pd chiede un’audizione in commissione Ambiente del direttore del Parco, Mariano Mariani, «per capire come e dove si sta intervenendo per la risoluzione della situazione», conclude Pirisi.
«In queste ore ad Alghero la discussione si è incentrata sul programma di Capodanno, ma per quanto mi riguarda il tema più importante sono le lettere di licenziamento per i lavoratori dell’Ati Ifras, che include i lavoratori del Parco geominerario della Sardegna e dunque anche i trenta del Parco di Porto Conte», afferma invece Nasone. «A breve il direttore sarà l’unico dipendente della Riserva naturalistica - prosegue - ma la a cosa più assurda è il silenzio con cui è arrivata questa notizia, senza che in città nessuno ne sapesse nulla, o almeno non le opposizioni». A sminare sul nascere il tentativo di “localizzare” la questione e il dibattito è lo stesso Mariano Mariani. «La questione del personale del Parco esula da questioni locali ed è strettamente legata a una vertenza di dimensione regionale, che vede coinvolti nel complesso oltre cinquecento dipendenti del Gruppo Ifras e molti Comuni della Sardegna».
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