La vecchina di Mugoni si perde in pineta, salvata
La donna belga di 87 anni non dava notizie da due giorni. Ha rischiato l’ipotermia Jacqueline si rifiuta di abbandonare l’abitazione di legno dove vive da 40 anni
ALGHERO. Ha rischiato di morire dentro quella pineta che considera la sua unica “casa”. Per la seconda volta in due anni, è stata salvata dai suoi angeli custodi, che portano ogni volta una divisa diversa. La vecchina di Mugoni è stata ritrovata dalle forze dell’ordine. Era sparita da due giorni, ha rischiato l’ipotermia ma ora sta bene. L’anno scorso, furono gli uomini della protezione civile a trarla in salvo dalle fiamme dello spaventoso rogo che la notte del 20 settembre devastò circa dieci ettari all’interno del Parco naturale regionale di Porto Conte. Stavolta è stata recuperata appena in tempo dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Alghero. Ma c’è da scommettere che neanche questo secondo incidente potrà minimamente scalfire il solido legame che la donna ha stabilito con quegli alberi, il mare, la spiaggia e quelle quattro pareti in legno. La signora Jacqueline, origine belga ma “mugoniana” d’adozione, 87 anni vissuti in nome della più assoluta indipendenza dai cliché e dal conformismo, si era allontanata dalla sua abitazione, una casetta in legno all’interno della pineta di Mugoni, giovedì sera. Le sue ricerche sono iniziate solo in seguito alla chiamata arrivata venerdì pomeriggio alla centrale operativa dei carabinieri di Alghero. Dopo diverse ore, i militari hanno rintracciato la “vecchina del bosco” e l’hanno tratta in salvo. Seguendo una torcia elettrica e un foulard lasciati sul terreno della pineta di Mugoni, i carabinieri si sono addentrati nella macchia mediterranea e l’hanno ritrovata. Era in stato confusionale, riversa al suolo. Aveva trascorso la notte all’addiaccio. Trasportata al pronto soccorso dell’ospedale civile di Alghero, è stata ricoverata per ipotermia, ma non è in pericolo di vita. Un anno fa le fiamme hanno risparmiato il suo bungalow immerso nel verde e nella solitudine, una specie di miraggio fiabesco a pochi passi da una delle spiagge più affollate e trendy della Riviera del corallo. Dopo l’incendio, doveva essere portata via, ma non ne aveva voluto sapere. «Lasciatemi qui», aveva chiesto inutilmente mentre il fuoco minacciava il suo paradiso incantato. Aveva cercato di opporsi anche alle funzionarie dei servizi sociali. «Da qui andrò via solo da morta», disse. Abita nella casetta del bosco da 40 anni, si è detta disposta a firmare una liberatoria. Fosse per lei, tornerebbe lì immediatamente.
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