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Alghero

Serrande chiuse in città, senza low cost ad Alghero è crisi vera

di Gianni Olandi
Serrande chiuse in città, senza low cost ad Alghero è crisi vera

Molte attività commerciali preferiscono non aprire per risparmiare sul personale Penalizzate anche le strutture ricettive che hanno visto calare il numero dei turisti

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ALGHERO. Erano anni che durante le serate invernali non si registrava una chiusura contestuale di tante attività commerciali all’inizio dell’inverno. È anche vero che non appena si conclude la stagione delle vacanze, che da queste parti va avanti fino a tutto ottobre, per la Riviera del Corallo è “fisiologico” vedere serrande abbassate con la scritta “chiuso per ferie” o per “lavori” o ancora per “urgenti manutenzioni”, ma in questo inverno il fenomeno è diventato più consistente. «Se non apro l’attività risparmio» il commento di un gestore del centro storico, attività di pubblico esercizio, dopo aver deciso sospendere il servizio. «Risparmio su consumi energetici e personale, mi dispiace, ma non posso fare diversamente». Una situazione indubbiamente difficile che testimonia di una difficoltà oggettiva determinata dalla sospensione dei collegamenti con le mete coperte un tempo da Ryanair. Non va dimenticato infatti che nel corso dell’inverno, e per gli ultimi 15 anni, la compagnia irlandese collegava il Nord Sardegna con diverse destinazioni internazionali. Alcune con cadenza bi o tri settimanale, altre, come nel caso di Londra, con maggiore frequenza.

Un mercato enorme all’interno del quale si erano alimentati importanti quote di visitatori che diventavano consistenti in particolare nei fine settimana o in presenza dei “ponti”.

Il ricettivo locale si era anche attrezzato con l’offerta di pacchetti vacanza a condizioni tariffarie vantaggiose che produce importanti risultati.

Flussi, quantificabili in decine di migliaia di presenze, che in questo inverno sono spariti dopo le note vicende del traffico low cost, con inevitabili ripercussioni negative nel tessuto economico locale e in particolare nel comparto mercantile e soprattutto sul fronte dei servizi, bar e ristorazione.

Penalizzate inoltre le strutture ricettive tradizionali e l’imponente rete di B&B e case vacanze. Tensioni che oltre a colpire direttamente i gestori hanno determinato ricadute negative sul fronte dell’occupazione. Ma a conferma di una certa vivacità dell’imprenditoria locale, in questo caso perfino in contraddizione con il trend in atto, va segnalato che a fronte di tante chiusure, provvisorie o definitive, come nel caso del ristorante “O” sui bastioni, si registrano anche nuove attività e riaperture. Come nel caso del Bienestar in via Sant’Agostino e di un altro locale storico della città murata, l’ex ristorante Nettuno, oggi Nautilus, che si affaccia sulla banchina Garibaldi. Quest’ultima attività ha riaperto da qualche settimana. Ora il comparto spera che l’inizio degli eventi del Cap d’Any sia in grado di richiamare almeno il movimento locale e interno.

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